Progettazione e Architettura

A un team di italiani under 40 la nuova sede della compagnia petrolifera del Ghana ad Accra

Alessia Tripodi

Gli studi Bicuadro, O.C.R.A. e 3+1 con Stefano Farcomeni capofila hanno vinto il concorso internazionale per il nuovo headquarter di Gnpc da 80 milioni di euro. Cantiere al via nel 2016

Sarà realizzato da un team tutto italiano di architetti under 40 il nuovo headquarter della Gnpc, la Ghana National Petroleum Company, che sorgerà ad Accra. Sono i progettisti degli studi Bicuadro, O.C.R.A e di Studio 3+1, capitanati dall'architetto Stefano Farcomeni, i vincitori del concorso internazionale a inviti per la costruzione ad Accra della nuova sede della compagnia petrolifera africana: un'opera da 80 milioni di euro - tra le più grandi del paese africano - che si inserisce in un più grande progetto di espansione e ammodernamento infrastrutturale della città. Due volumi che «si parlano» e ampie superfici trasparenti per un edificio ad alta sostenibilità: queste le principali caratteristiche del progetto, che prevede anche un ampio utilizzo di materiali naturali ed ecosostenibili.
«Il team tutto italiano di giovani architetti lavorerà con importanti realtà di ingegneria, come l'italiana S.B.G. & Partners» racconta Valerio Campi, architetto dello studio romano Bicuadro, che spiega: «La fase esecutiva della progettazione partirà il mese prossimo e l'inizio del cantiere è programmato per il 2016».

Il concorso
«Il concorso a inviti - racconta Stefano Farcomeni, capofila del team di progettisti made in Italy - è stato preparato da Gnpc allo scopo di selezionare un progetto per la nuova sede che rispondesse alla necessità di spazi per uffici innovativi ed eco-compatibili che riflettessero il carattere dinamico e tecnologico della compagnia petrolifera» «Insieme agli architetti di Bicuadro siamo ormai presenti da diversi anni in Africa e siamo stati scelti per partecipare al concorso grazie al nostro know-how italiano insieme ad alcuni altri studi di architettura locali ed internazionali» continua Farcomeni, spiegando che «abbiamo lavorato duramente per tre mesi tra Roma ed Accra, mettendo su un team tutto italiano di architetti e ingegneri (SBG & Partners per le strutture, Hydroingea associati per gli impianti e i protocolli verdi ) ed esperti di nuove tecnologie ambientali, fatto di giovani creativi e tecnici». «Devo ammettere che è stata una sfida lavorare ad un progetto per l'Africa così impegnativo - conclude Farcomeni - ma alla fine tutti ci hanno fatto i complimenti per come siamo riusciti ad interpretare le reali esigenze delle varie anime che compongono la compagnia».

Il progetto
Un edificio di 10 piani fuori terra e 3 interrati, con un attico con roof garden e sale riunioni panoramiche, pensato per essere certificato Leed e strutturato in modo da garantire spazi di lavoro confortevoli e di qualità, dove la comunicazione tra i dipendenti e il management sia facilitata e immediata. Sono questi i principali elementi che hanno guidato la progettazione della nuova sede, raccontano gli architetti, sottolineando che il tutto è stato coniugato con il bisogno di impiegare soluzioni sostenibili per l'ambiente e la volontà di creare spazi innovativi.

Il progetto: guarda la fotogallery

Il team: guarda la fotogallery

Il risultato è una struttura "aperta", dove gli spazi esterni e la vegetazione pluviale penetrano il corpo stesso dell'edificio e massimizzano le vedute piacevoli e rilassanti.
L'edificio possiede ampi fronti trasparenti a sud e a nord, raccontano ancora i progettisti, per massimizzare il guadagno di illuminazione naturale per gli spazi interni ma è protetto adeguatamente da schermature sulle altre facciate e da una copertura ad ombrello sul soffitto per prevenire l'eccessivo soleggiamento. Il corpo dell'edificio è diviso in due blocchi separati che rappresentano la gerarchia funzionale della compagnia petrolifera, composta da un settore amministrativo e da uno operativo.
I due blocchi "si parlano" , sono cioè messi in comunicazione da una serie di "ponti" a più livelli dove sono localizzate le sale riunioni e gli spazi condivisi tra i due reparti della compagnia.
Tra i due blocchi si crea infine uno spazio in cui sono convogliati i venti per sfruttare la ventilazione naturale ed addolcire il clima torrido, abbassando la temperatura di parte delle facciate.
Questo spazio al livello del basamento, sottolineano gli architetti, diventa una piacevole area d'incontro e di pausa dove il personale può godere di un paesaggio artificiale fatto di vegetazione pluviale e di ombra.
Gli interni avranno un taglio tecnologico ma naturale con ampio uso di materiali eco-compatibili come il legno e il vetro per le finiture.


© RIPRODUZIONE RISERVATA