Progettazione e Architettura

Per il nuovo ospedale Mater Olbia la proposta dei giovani architetti di on_office

Massimo Frontera

L'intervento in Sardegna costerà circa 40 milioni e sarà finanziato dalla Qatar Foundation Endowment

È stato il premier Matteo Renzi, il 28 maggio scorso, a dare il "sigillo" al progetto di riqualificazione dell'ex ospedale San Raffaele di Olbia, una delle strutture lasciate in eredità dalla gestione fallimentare di Don Verzé.

L'accordo sembra fatto tra il futuro gestore della struttura - l'Ospedale Bambin Gesù - e il finanziatore, la Qatar Foundation Endowment. «Siamo felici che il nostro investimento abbia ricevuto ampio sostegno da parte delle autorità italiane - ha detto Rashid Al-Naimi, amministratore delegato di QFE, secondo le parole riportate dal cronista dell'Unione Sarda -. Sono entusiasta di questa opportunità d'investimento per la QFE in quanto siamo fortemente convinti che l'ospedale Mater Olbia diventerà un ospedale e un centro di ricerca medica di fama internazionale, dando beneficio a pazienti dalla Sardegna e da tutto il mondo».

Sullo slancio di queste parole rassicuranti è stata anche azzardata la data di apertura della struttura: dicembre 2015. «La prima parte dell'edificio, l'ambulatory outpatient, - precisa Lucio Rispo, il delegato in Italia della Qatar Foundation incaricato di seguire lo sviluppo dell'intervento - aprirà il 1 dicembre 2015. L'intero complesso ospedaliero sarà attivo nel corso del 2016. Nel 2016 partiranno anche i lavori per la parte ospitalità, strutture di supporto la cui conclusione lavori è prevista per il 2018». Sui costi Rispo si mantiene sul vago: «Per quanto riguarda i costi - si limita a dichiarare - questo sarà sicuramente il più grande investimento fatto in Sardegna negli ultimi anni e lo rimarrà per molti anni a venire».

Una sfida ambiziosa, se ti tiene conto che finora del maxi intervento c'è solo un progetto architettonico. A firmarlo è on-office Architettura, giovane studio di Vicenza , con tutti professionisti under 40. Per lo studio veneto si tratta del progetto relativo al più importante investimento. E a Vicenza tutte le dita sono incrociate affinché il promotore decida di confermare l'incarico che è stato finora sviluppato da on_office per l'architettonico e dallo studio milanese R4M engineering per l'ingegnerizzazione e gli impianti. Il coinvolgimento dello studio nel progetto si deve al legame di fiducia con l'imprenditore Vittorio Malacalza, presente nella prima fase della gestione post-Verzé, ma ora uscito dall'iniziativa.

Il concept della riqualificazione
A spiegare il progetto è Federico Pellizzari (classe 1978). «Ci siamo trovati di fronte a un volume esistente che aveva delle criticità a livello di proporzioni e di inserimento nel paesaggio. In particolare l'edificio appare non relazionato con il contesto paesaggistico». Più che sull'attacco a terra ci interessava lavorare "sull'attacco al cielo" prosegue Pellizzari -: la nostra risposta sono state le grandi coperture, nate per dare una definizione generale al complesso, e mascherare gli impianti tecnologici in copertura. E poi non va dimenticato che l'ospedale viene percepito anche dall'alto per via della vicinanza all'aeroporto».

Le grandi vele di copertura saranno percepite non solo dall'estero ma anche dall'interno della struttura, sia pure in modo diverso, con un effetto double-face, per così dire. «Nell'intradosso - aggiunge Pellizzari - le grandi vele di copertura avranno una pelle semiriflettente, realizzata con lastre in acciaio, perché ci piaceva che la copertura si appropriasse dei colori della natura, del cielo, del tramonto: la copertura avrà i colori della natura».
Altro elemento caratterizzante del restyling saranno elementi di schermatura solare. «L'ulteriore upgrade estetico della facciata - spiega sempre l'architetto vicentino - è dato da pale frangisole che diventano una nuova veste dell'edificio, allontanandolo da una definizione di edificio pubblico standard e avvicinandolo invece a un edificio di eccellenza».

Il concept realizzato da on_office si proietta anche nel futuro dove, nelle aree adiacenti alla struttura, di proprietà del finanziatore, dovrebbero sorgere le altre strutture, a cominciare da quelle ricettive e per la ricerca medica.


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