Progettazione e Architettura

Inarcassa, il 2 luglio la scelta del nuovo presidente: parlano i tre candidati al top

Giuseppe Latour

Dopo 15 anni va trovato il sostituto di Paola Muratorio - Fra un mese di insedia il Comitato dei delegati - Le voci dei candidati Giuseppe Santoro, Marco Belardi e Enrico Oriella

Inarcassa al giro di boa. Il lungo processo di rinnovo dei vertici della Cassa di architetti e ingegneri è arrivato, dopo diversi mesi, al momento decisivo: il prossimo 2 luglio si insedierà il nuovo Comitato dei delegati, l'organo che esprime le preferenze di migliaia di iscritti in tutta Italia e che dovrà eleggere il nuovo Consiglio di amministrazione. Dopo la formazione del Cda, si passerà al momento più atteso: la nomina del nuovo presidente, che succederà a Paola Muratorio, l'architetto che ha retto le sorti della Cassa dal 2000 ad oggi.

I nomi che circolano in queste ore sono soprattutto tre.

L'opzione più naturale è quella di Giuseppe Santoro, attuale vicepresidente di Inarcassa, in continuità con la presidente uscente. Le alternative sono rappresentate dal delegato vicentino Enrico Oriella e dal presidente dell'ordine degli ingegneri di Brescia, Marco Belardi.
Abbiamo ascoltato loro e alcuni delegati per capire in che direzione si sta muovendo il futuro della Cassa.

SANTORO: «Passi importanti in questi anni, vanno confermati»
Il siciliano Giuseppe Santoro esprime la continuità rispetto alla gestione attuale: «Il Cda in questi cinque anni ha fatto passi e percorsi importantissimi. La valanga della riforma Fornero ci ha aiutato a guardare i nostri conti per capire se il sistema era sostenibile. Abbiamo avuto la possibilità di formulare un sistema contributivo con qualche correzione, per creare una struttura che fosse aderente alle esigenze di mobilità dei professionisti».
Qualche correzione ulteriore andrà portata, senza stravolgimenti. Santoro ne indica un paio: «Lo sguardo deve andare verso chi si iscriverà domani che non può essere lasciato indietro. Dobbiamo pensare alle generazioni che saranno più esposte al contributivo». In questo senso, «potremmo pensare di aumentare la quota del contributo integrativo che viene retrocessa sul montante, portandola sopra l'attuale 50%, a favore di più giovani». Senza dimenticare che, comunque, «l'assistenza sarà il vero nodo del sistema previdenziale, con l'invecchiamento degli iscritti che ci aspettiamo nei prossimi anni».

BELARDI: «Più attenzione alla gestione patrimoniale»
Marco Belardi, presidente dell'ordine degli ingegneri di Brescia, viene indicato da molti come possibile presidente, ma precisa: «Faccio parte di un gruppo che sta cercando di far eleggere i suoi componenti ed è quella la priorità. Non sono ancora state prese decisioni di nessun tipo sul candidato presidente».
Belardi parla soprattutto della gestione patrimoniale: «Se toccasse a me concentrerei l'attenzione sul fatto che la Cassa ha un patrimonio di 8,5 miliardi. Bisognerebbe che fosse gestito e fatto rendere al meglio, cosa che non avviene adesso».
Il secondo tema è «la gestione trasparente. La Cassa attualmente ha all'interno meccanismi che consentono di non rendere conto delle decisioni agli iscritti». Concretamente, c'è troppo potere nelle mani del presidente, che invece dovrebbe utilizzare diversamente il Consiglio di amministrazione. «Non capisco come una Cassa che amministra un patrimonio così rilevante possa avere un Cda che si riunisce una dozzina di volte all'anno».

ORIELLA: «Troppa discrezionalità per il Cda»
Enrico Oriella, vicentino, parte dalla recente vicenda dell'aumento della rivalutazione dei montanti degli iscritti, stoppata dal ministero del Lavoro. «Il ministero ha fatto una disamina puntuale che ci dice soprattutto quanta discrezionalità ha oggi il Consiglio di amministrazione di Inarcassa nel prendere decisioni che incidono sulla sostenibilità dei conti. Coincidenza vuole che la decisione di elevare la rivalutazione al 4,5% sia arrivata alla vigilia delle elezioni».
Per Oriella, invece, i conti andranno fatti «pensando che la crisi economica è un fatto transitorio ma c'è una riduzione stabile dei redditi». In termini operativi, anche lui punta molto sulla questione della trasparenza: «Dobbiamo aprire le porte agli iscritti, la Cassa deve diventare una casa di vetro». E fa un esempio di cattiva gestione. «Oggi abbiamo un call center che costa milioni di euro e non serve a nulla. Non dico che vada smantellato, ma quantomeno va fortemente ristrutturato rispetto ad oggi».

Gli altri delegati
E' evidente, comunque, che il passaggio di luglio sarà delicatissimo. Perché, al di là delle critiche verso la vecchia gestione, il tema previdenziale viene sentito con più preoccupazione rispetto al passato. Parla Gianluigi D'Angelo, nuovo delegato di Pescara: «Sono preoccupato della governance. Il problema di fondo è una gestione troppo improntata a criteri imprenditoriali, che porta a fare delle scelte di investimento non condivisibili e sulle quali, comunque, non vengono date informazioni adeguate agli iscritti».
La delegata romana Lucia Coticoni torna sulla questione del patrimonio: «Avendolo dato in mano a una società di real estate, non abbiamo il controllo diretto sulle scelte di gestione che vengono fatte. Si tratta di un punto sul quale bisognerà fare una riflessione nei prossimi mesi, anche perché una corretta gestione del patrimonio potrebbe significare avere pensioni più alte».


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