Progettazione e Architettura

Frigoristi, Cna: «Nessun controllo e sanzione sull'assenza del patentino»

Giuseppe Latour

In vigore dal 1° gennaio le regole sul Registro nazionale per l'installazione di macchine con gas fluorurati, ma «nessuno controlla e le imprese senza certificazione continuano a operare»

Ancora pochi controlli e nessuna sanzione. Le regole sugli impianti che contengono f-gas (Registro nazionale Gas Fluorurati ad effetto serra ) continuano ad essere aggirate e i relativi macchinari ad essere installati da operatori non certificati con il patentino del frigorista («Personale Tecnico abilitato alle attività di installazione, riparazione, manutenzione, recupero, controllo delle perdite nelle apparecchiature fisse di refrigerazione, condizionamento e Pompa di calore contenenti gas refrigeranti fluorurati ai sensi del Regolamento (CE) 303/2008»).
O, ancora peggio, nemmeno abilitati ai sensi del Dm n. 37/2008. La denuncia arriva da Cna impianti e risponde alle promesse fatte negli ultimi mesi dal Governo: nonostante i molti impegni, la situazione non accenna a migliorare, mentre gli operatori si trovano tra le mani un pezzo di carta che non serve a nulla.

«Eravamo stati facili profeti – spiega Carmine Battipaglia, presidente nazionale di Cna impianti - quando, dopo il comunicato stampa della senatrice Simona Vicari, sottosegretario allo Sviluppo economico, che annunciava finalmente l'avvio di una attività di controllo nei confronti delle imprese non certificate che continuano ad operare nel settore degli f-gas, chiedemmo di passare dalle dichiarazioni di principio ai fatti». I fatti dicono che non è cambiato nulla. «Oggi – prosegue Battipaglia – dopo quattro mesi da quell'affermazione, i controlli continuano a non esserci, le sanzioni continuano a non venire comminate ed assistiamo addirittura al proliferare di offerte in cui si esortano i clienti al "fai da te" senza che chi di dovere intervenga».

Il problema riguarda soprattutto le imprese che, rispettando gli obblighi imposti dalla legge, si sono certificate, affrontando spese e adempimenti burocratici. Ma che, alla fine di questo percorso, si trovano in mano un pezzo di carta che non ha nessuna utilità reale sul mercato.

Il ministero dell'Ambiente, più volte sollecitato dalle associazioni di categoria, continua a non intervenire.

I problemi sono soprattutto quattro. La richiesta di doppia certificazione per le imprese individuali (viene loro imposto di certificarsi sia come persona fisica che come impresa); i costi documentali non giustificati, imposti da alcuni organismi di certificazione, in caso di trasferimento del patentino ad altro organismo; il Piano di qualità, inserito tra i requisiti necessari per ottenere la certificazione, ma non previsto dai regolamenti europei; e, infine, la totale mancanza di controlli sull'applicazione delle regole.
«Francamente non sappiamo cosa altro fare - conclude Battipaglia – perché chi deve si dia una mossa nel correggere queste storture. Il nuovo regolamento europeo 517 che disciplina gli f-gas è dell'aprile 2014 ed è entrato in vigore il primo gennaio. E' mai possibile che, ad oltre un anno dalla sua approvazione, dei necessari decreti di attuazione non si sappia ancora nulla?». Si profila, addirittura, un fenomeno di disobbedienza di massa, con le imprese che non rinnovano più i certificati scaduti, continuando ad operare. «I nostri imprenditori si sentono presi in giro, perché vedono ancora loro colleghi o presunti tali lavorare tranquillamente nella più totale illegalità».


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