Progettazione e Architettura

Rivalutazioni Inarcassa al 4,5%, i rilievi del Welfare. Il Cda: obiezioni superabili, andiamo avanti

Giuseppe Latour

Dopo i segnali positivi delle scorse settimane, il ministero chiede chiarimenti ai delegati. La Cassa confermerà la sua decisione il prossimo 10 giugno

Rallentamenti sulla strada che porta alla rivalutazione dei contributi al 4,5 per cento. Il ministero del Lavoro ha appena inviato a Inarcassa un parere che frena la delibera con la quale l'ente di previdenza di architetti e ingegneri, lo scorso ottobre, aveva fissato il nuovo tasso per il 2014 e il 2015. Per arrivare all'approvazione definitiva bisognerà aspettare ancora qualche settimana: servirà una seconda pronuncia dei delegati Inarcassa, orientati a confermare la percentuale del 4,5% nella loro riunione in programma il prossimo 10 giugno. Successivamente il dicastero dovrà esaminare di nuovo la questione ma, a quel punto, i suoi rilievi dovrebbero essere tutti superati, stando ai documenti ufficiali della cassa che circolano in queste ore.

La questione riguarda la rivalutazione dei montanti contributivi. Inarcassa applica il regime di capitalizzazione composta che, dopo la riforma del 2012, le consente di sganciarsi dal sistema di calcolo del tasso di capitalizzazione legato al Pil nazionale: oggi, addirittura, questo metodo produrrebbe un tasso negativo. Si fa, invece, riferimento al monte dei redditi prodotto dagli iscritti alla cassa, partendo da una rivalutazione minima garantita dell'1,5%. Per effetto di questo conteggio, è possibile deliberare un aumento ogni due anni. A ottobre 2014 il Comitato dei delegati della cassa si è, così, espresso a favore di un incremento di tre punti in più rispetto al tasso base.

Su quella rivalutazione il ministero ha inviato più volte segnali positivi, ma nei giorni scorsi ha chiesto (in un parere datato 18 maggio) una serie di chiarimenti, necessari ad autorizzare l'aumento. In particolare, sono stati sollevati due ordini di rilievi. Il primo riguarda la dinamica sfavorevole del monte redditi della categoria nel quinquennio considerato (2009-2013): ci si è fermati al -1,9 per cento. Per questo, secondo il ministero, già il valore soglia minimo dell'1,5% poteva rappresentare «la scelta da applicare», portando comunque un vantaggio a favore degli iscritti più giovani. Il secondo motivo, che ha rappresentato il vero ostacolo, è di carattere essenzialmente formale.

«Ai fini dell'attribuzione di una diversa capitalizzazione», superiore alla soglia minima, «codesto ente doveva disporre dei risultati del bilancio 2014». Per fare la fotografia dello stato dei redditi della categoria, in altre parole, bisogna aspettare il consuntivo, mentre la delibera di ottobre scorso è stata, ovviamente, approvata sulla base del bilancio preventivo. Il dicastero, allora, conclude che la delibera di ottobre «non più avere ulteriore corso»; ne serve un'altra.

Da Inarcassa i rilievi del ministero vengono considerati superabili. Il primo, infatti, fa solo una valutazione di carattere generale sulle motivazioni dell'operazione di rivalutazione. «Occorre considerare – si legge in un documento di risposta della cassa – il momento drammatico attraversato dalla professione, non si può lasciare senza speranza chi oggi con grande difficoltà contribuisce a Inarcassa». Quindi, la maxi-rivalutazione è giustificata. Il patrimonio della cassa, pari attualmente a circa 9 miliardi di euro, è comunque in grado di finanziare questo tasso di capitalizzazione extra.

Quanto all'osservazione procedurale, Inarcassa presenterà un nuovo dato sui redditi 2009-2013, stavolta nel bilancio consuntivo, chiudendo la vicenda e riapprovando, di fatto, la delibera già licenziata lo scorso ottobre che porta la rivalutazione dei contributi al 4,5 per cento. L'ordine del giorno del Comitato dei delegati di Inarcassa, in programma per il prossimo 10 giugno, è stato già riaggiornato, mettendo a verbale una delibera di riadozione.


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