Progettazione e Architettura

La stazione delle tre A: nel metrò Napoli apre «Municipio» di Siza e De Mura

Brunella Giugliano

Equilibrio tra Architettura, Arte e Archeologia nella fermata della linea 1 di fronte al Maschio Angioino, fruibile dal 2 giugno (ma l'apertura sarà parziale) - Il punto sui lavori della metropolitana

È definita la stazione metropolitana delle tre "A", dove Architettura, Arte e Archeologia hanno trovato un giusto equilibrio con l'opera infrastrutturale ingegneristica. Il 23 maggio è stata aperta al pubblico la stazione "Municipio", lo scalo della Linea 1 dell'underground cittadino, dove la storia e l'arte contemporanea viaggeranno di pari passo con i numerosi passeggeri e turisti che lo attraverseranno. Un progetto che porta la firma degli architetti portoghesi Alvaro Siza e Edoardo Souto De Mura, che con la loro penna hanno coniugato l'archeologia della città antica emersa durante i lavori, con la rifunzionalizzazione degli spazi e dei percorsi tra città e reti di trasporto.

La nuova fermata della cosiddetta "Metropolitana dell'Arte" sarà fruibile a partire dal 2 giugno, dopo i collaudi tecnici di rito. Ma si tratta di un'apertura solo parziale, poichè per completare l'intera opera, costata già oltre 250 milioni, bisognerà attendere ancora 18 mesi, necessari per concludere la realizzazione dei collegamenti interni ed esterni. Solo allora la parte archeologica della stazione, un vero e proprio viaggio nella storia della città lungo 3.000 anni, sarà svelata, attraverso un "tunnel di luce" che collegherà la terra ferma al mare. Per ora, l'inaugurazione ha riguardato il piano di banchina dove, di fronte al basamento della cosiddetta "Torre dell'Incoronata", domina l'imponente opera dell'artista israeliana Michai Rovner intitolata "Passaggi": un video-affresco permanente che riproduce il Vesuvio su una parete lunga 37 metri e che, con diversi piani di lettura, coinvolge le ombre di chi passa. Sono aperti, inoltre, due dei cinque varchi previsti per accedere ai binari ed è stata ultimata la sistemazione dell'area a ridosso di Palazzo San Giacomo, con la cinquecentesca fontana del Nettuno.
Una volta completata, la stazione Municipio metterà in rete tutta la città. Sarà, infatti, snodo fondamentale per far "dialogare" le diverse linee su ferro, attraverso il collegamento diretto fra la stazione ferroviaria e il porto e con una struttura a forma di "cannocchiale" che consentirà di conservare la continuità spaziale e visiva tra la piazza, la collina di Sant'Elmo e la stazione marittima, nel rispetto dell'iconografia storica dei luoghi.

Il cantiere è stato inaugurato nel 2003 ed ha subito nel corso degli anni ben 27 varianti per i numerosi reperti archeologici rinvenuti (più di tremila), che costituiscono un prezioso serbatoio di informazioni sulla antica configurazione della linea di costa e sulla successiva evoluzione della città in epoca imperiale e alto medievale: imbarcazioni greco-romane, edifici sacri di epoca bizantina, fortificazioni medievali si sovrappongono senza soluzione di continuità. I lavori di scavo sono stati particolarmente complessi anche perché eseguiti ad una profondità di 40 metri, sotto un battente di acqua di falda di circa 30 metri, ed hanno comportato oltre all'impiego delle ordinarie tecnologie di scavo anche quello della tecnica del congelamento.

La visione dei due urbanisti portoghesi è quella di due piazze uguali, una in superficie, l'altra sotterranea della stessa estensione della piazza superiore, unite da scale mobili che funzioneranno come una sorta di "macchina del tempo" tra passato e presente, tra antico e contemporaneo. All'interno della stazione gli architetti hanno reinserito le rovine delle fortificazioni aragonesi negli spazi dell'architettura del mezzanino di stazione, creando una zona di interscambio con la Linea 6 e progettando un ampio corridoio parallelo adibito a futuro spazio museale per l'esposizione dei reperti recuperati ed ora in fase di restauro.

Una stazione minimalista, dalle linee pulite, dai colori chiari e dalle luci nette: pavimenti interni ed esterni in pietra lavica naturale, pareti in mattoni, superfici intonacate in una geometria semplice vengono rielaborati in una sorta di nuovo lessico architettonico. All'esterno la piazza viene reinterpretata su due livelli pedonalizzati, nel cui centro la lunga asola contornata da alberi attraversa tutta la piazza, portando la luce naturale all'interno del corridoio sotterraneo che collegherà la stazione all'area portuale.
Il progetto della fermata Municipio prevede anche la realizzazione di un grande parco archeologico all'aperto, dove troveranno posto una parte dei reperti rinvenuti, tra cui le barche romane in via di restauro. Il parco comincerà dall'interno del fossato del Maschio Angioino e si svilupperà al di sotto dell'altezza della piazza stessa.

Il punto sui lavori della metropolitana


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