Progettazione e Architettura

Quella finestra del Maxxi disegnata da Zaha Hadid che si affaccia su Vienna

Massimo Frontera

L'elemento architettonico che caratterizza il museo disegnato dall'archistar ricorre, più o meno identico, anche in altri edifici

Quando Zaha Hadid trova un'idea architettonica efficace non la abbandona facilmente. Nel suo vastissimo book si trovano infatti elementi ricorrenti, in qualche caso siamo alla fotocopia.

Prendiamo il caso del nostro Maxxi (1998-2009), il museo delle arti del XXI secolo che ha dato a Roma forse la più importante e bella architettura contemporanea (pagata a caro prezzo). Ebbene, se pensavamo di avere in casa un bell'originale dobbiamo ricrederci. Il caratteristico elemento aggettante che sormonta la struttura e termina con una superfice inclinata quasi interamente finestrata, non è poi così orginale.

Senza andare troppo lontano per il mondo, un elemento simile, anzi praticamente identico, si trova a Vienna e precisamente al Campus universitario dell'Economia, tra le cui architetture spicca il Library e learning Centre: stesso elemento che si svolge sinuoso sulla copertura e che poi si proietta sul vuoto, con la parete fienestrata inclinata verso il basso.
L'edificio viennese ha un elmento dinamico in più, dato dal contrasto cromatico tra il corpo dell'edificio bianco e l'elemento aggettante più scuro. Progetto molto elegante.

E non finisce qui. L'idea si ritrova, sia pure meno riconsocibile, anche in altre due architetture. Nel Bergisel Ski jump a Innsbruck (1999- 2002) torna infatti il "prominent glassfronted monitor".
Nonostante la funzione del tutto diversa tra le due strutture - un museo e una rampa di lancio per il salto con gli sci - torna l'elemento architettonico della finestra a parete inclinata, che in questo caso è il belvedere di un esclusivo caffè-ristoro a 50 metri di altezza, collegata alla rampa di lancio.

Non è finita. Elementi in comune con il nostro Maxxi si ritrovano anche in un'altra architettura firmata da Zaha Hadid (sempre insieme al socio Patrick Schumacher). È l'Evelyn Grace Academy a Brixton (Londra), per la School Trust Ark education (progetto 2006-2010).

Un suggerimento al committente pubblico: se si cerca un'opera che sia (e che resti) originale, forse è meglio prevedere nel bando una clausola apposita. Non si sa mai.

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