Progettazione e Architettura

Poca Italia, molta Cina per i giovani architetti italiani

Francesca Oddo

Francia, Svizzera e Belgio, ma anche Brasile, India e Africa: sono questi i paesi dove i nostri giovani progettisti lavorano di più. Un «esodo» spinto (non solo) dalla crisi

Molti architetti italiani under 40 svolgono la loro professione principalmente all'estero. Per questioni di mercato, prima di tutto, ma anche per una fisiologica predisposizione a interagire con culture diverse dalla propria. C'è chi punta all'Europa e chi si spinge verso est, oltre i confini del nostro continente. I Paesi decisamente più amati sono la Francia, la Svizzera, il Belgio in Europa, gli Emirati Arabi nel Medio Oriente, la Cina. Qualcuno comincia anche a esplorare il Brasile, l'India e alcune regioni dell'Africa.
La scelta dei tre Paesi europei è dovuta al fatto che sia le procedure concorsuali sia la burocrazia sono decisamente più credibili e snelle, oltre che indirizzate a un orientamento concreto. I concorsi sono più seri e ci sono maggiori opportunità e garanzie per i professionisti nell'attribuzione degli incarichi. La procedura più diffusa per l'affidamento degli incarichi è quella del concorso in due fasi con preselezione per curricula, alla quale segue la gara vera e propria con un numero limitato di concorrenti, dai tre ai dieci al massimo. Il rimborso spese è appropriato e in generale le parcelle sono più alte che in Italia.Fotogallery 1: i progetti Fotogallery 2: i protagonisti

Negli Emirati Arabi, in particolar modo a Dubai e ad Abu Dhabi, le occasioni per i progettisti sono legate all'importante crescita demografica. Più difficile ottenere incarichi nel settore pubblico, ma non impossibile. Le parcelle sono simili a quelle italiane, ma ci sono molte più occasioni.
E poi c'è la Cina, ancora appetibile per le innumerevoli opportunità, dall'architettura alla pianificazione di vere e proprie città di nuova fondazione, anche se le parcelle sono decisamente più basse rispetto a quelle dell'Europa. E probabilmente si guadagnerà ancora meno adesso che il Paese ha dichiarato con preoccupazione che per quest'anno la crescita è solo del 7%. In effetti sono già stati licenziati parecchi progettisti stranieri che negli anni scorsi si sono insediati negli studi locali. Nonostante la situazione economica che tende a stabilizzarsi dopo l'impennata degli ultimi 20 anni, e nonostante le parcelle siano parecchio ridotte rispetto a quelle italiane, i nostri architetti under 40 continuano comunque a proporsi in Cina.Under 40/1: concorsi top in Belgio e Svizzera

Under 40/2: In Oriente si punta sui privati


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