Progettazione e Architettura

Oice, senza grandi bandi il mercato perde il 14% nel primo quadrimestre

Al.Le.

Tiene invece il sotto soglia (+23,9%). Patrizia Lotti (presidente Oice): va frenata la frammentazione della domanda pubblica

Primo quadrimestre in ribasso per il mercato della progettazione: il valore perde il 14,7% rispetto al 2014 anche a causa del crollo rilevato ad aprile (-24,9%). Secondo i dati dell'osservatorio Oice-Informatel il mese scorso le gare per servizi di ingegneria e architettura sono state 355 (di cui 21 sopra soglia), per un importo complessivo di 35,4 milioni (17,6 sopra soglia). Rispetto a un anno fa il numero dei bandi cresce del 14,5% (-38,2% sopra soglia e +21% sotto soglia).

Complessivamente, nei primi quattro mesi dell'anno sono state promosse 1.274 gare (di cui 100 sopra soglia) per un valore di 144,4 milioni (90,6 sopra soglia). Il confronto con lo stesso periodo del 2014 è negativo: il numero degli avvisi sale del 3,2% (+11,1% sopra soglia e +2,6% sottosoglia), ma il loro valore scende del 14,7% (-28,1% sopra soglia e +23,9% sotto soglia).

"L'analisi dei dati di questi primi mesi del 2015 - ha dichiarato Patrizia Lotti, presidente Oice - mostra che la diminuzione del valore messo in gara discende direttamente dalle gare sopra soglia e che se il mercato si mantiene ancora su valori superiori a quelli del 2012-2013 lo si deve all'incremento registrato dal valore delle gare sotto soglia. La frantumazione del mercato verso i piccoli incarichi è un segno della mancanza di risorse per investimenti in opere importanti, ma è anche il segno del frazionamento dei bandi per restare sotto la soglia prevista per gli affidamenti diretti, eludendo la normativa.
La stessa Anac ha dimostrato di recente che nella maggior parte dei grandi comuni la domanda pubblica di servizi è frammentata in miriadi di micro-affidamenti sottostimati ad arte per non fare gare pubbliche. In questo humus di incarichi al di sotto dei 40.000 e dei 100.000 euro la concorrenza è inesistente o largamente compromessa perché si instaura un rapporto diretto con il singolo affidatario che non giova alla qualificazione dell'offerta. E infatti - ha continuato Patrizia Lotti - quando ci si presenta sui mercati esteri si patiscono non poche difficoltà rispetto a concorrenti che vengono da paesi in cui la domanda interna, oltre ad esistere, qualifica anche l'offerta di servizi di ingegneria.
La Corte dei conti e l'Unione europea da sempre affermano che qualità ed efficienza derivano da un mercato ben regolato e tale da selezionare il migliore offerente in un rapporto qualità/prezzo soddisfacente per entrambe le parti. Tutto ciò non sta accadendo in Italia e così si rischia di non utilizzare al meglio le poche risorse disponibili che, se indirizzate su progetti di scarsa qualità, finiranno per perpetuare le anomalie che ormai da anni affliggono il nostro settore. Occorre invece puntare su una accurata programmazione degli interventi e individuare tutte le risorse disponibili per attuare quanto programmato in progetti validi utilizzando appieno i fondi europei. Per fare questo - ha concluso il presidente Oice - da un lato occorre potere contare su di una progettazione qualitativamente valida perché frutto di una sana e corretta concorrenza, arginando le frammentazioni di incarichi e, dall'altro, trovare e destinare adeguate risorse da mettere a servizio degli enti locali che vogliono fare gare o proporre concorsi di progettazione".

Passando al mercato europeo dei servizi di ingegneria e architettura, per gare pubblicate nella gazzetta comunitaria, si rileva che il numero delle gare italiane è passato dalle 90 dei primi quattro mesi del 2014 alle 100 del 2015: +11,1%. Nell'insieme dei paesi dell'Unione Europea il numero dei bandi per servizi di ingegneria e architettura mostra nel primo quadrimestre 2015 una crescita del 13,3%. Rispetto al totale delle gare pubblicate dai paesi europei il numero di quelle italiane rimane comunque molto modesto, solo l'1,8%. Si tratta di un dato di gran lunga inferiore rispetto a quello di paesi di paragonabile rilevanza economica: Francia 34,9%, Germania 24,8%, Polonia 9,7%, Svezia 4,7%, Gran Bretagna 4 per cento.


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