Progettazione e Architettura

A Milano il puzzle architettonico di Koolhaas crea «una città nella città»: ecco la Fondazione Prada

Monica Zerboni

Nasce dalla trasformazione di un'ex distilleria il progetto firmato dallo studio Oma: spazi espositivi e didattici tra i quali spicca l'Haunted House ricoperta con una lamina d'oro

La nuova sede di Milano della Fondazione Prada, progettata dallo studio olandese di architettura Oma, guidato da Rem Koolhaas, rappresenta un nuovo esempio delle tipologie spaziali in cui l'arte può essere esposta e condivisa con il pubblico. Risultato della trasformazione di una distilleria risalente ai primi del Novecento, il complesso è caratterizzato da un'articolata configurazione architettonica nella quale il nuovo si innesta sul vecchio alla ricerca di armoniosa compenetrazione. Sono infatti sette edifici preesistenti- magazzini, laboratori, silos- e tre nuove costruzioni i componenti di un puzzle architettonico che trova finalità nella sua compiutezza estetica e funzionale. Situata in Largo Isarco, nella periferia sud di Milano, la Fondazione rappresenta uno stimolante punto di partenza per il recupero di un'area oggi dismessa, simbolo datato della gloriosa operosità cittadina: fabbriche, binari, torri dell'acqua. L'area della ex-distilleria è molto grande: si sviluppa su una superficie totale di 19.000 m2, di cui 11.000 m2 sono stati destinati alle attività espositive.

Clicca qui per la fotogallery

Fin dall'entrata il nuovo centro dichiara la specificità del progetto ed accoglie il pubblico con due spazi nati da collaborazioni speciali: un'area didattica dedicata ai bambini e sviluppata con gli studenti dell'École nationale supérieure d'architecture de Versailles; e un bar, che ideato dal regista americano Wes Anderson, ricrea l'atmosfera dei tipici caffè di Milano. L'edificio che li ospita, come tutte le altre costruzioni preesistenti, offre alla vista una serie di strutture in acciaio applicate alle pareti portanti durante la fase di restauro. Esse forniscono un rinforzo strutturale e hanno permesso di conservare le superfici originali, compreso il soffitto a volta del bar, che riproduce in miniatura la copertura in vetro della Galleria Vittorio Emanuele, uno dei luoghi-simbolo di Milano. Proprio il dialogo tra avanguardia e tradizione, arte e architettura, lusso e semplicità sono le cifre stilistiche dell'intervento realizzato da Oma. «La caratteristica di questa sede- dice l'architetto Koolhaas- è di essere un complesso di ambienti e di materiali diversissimi che coabitano: spazi orizzontali e verticali, intimi e smisurati, trasparenti e chiusi, sia pur all'interno del corpo unitario della fabbrica, concepita come una città dentro la città». Conformemente a tale idea, un susseguirsi di mappe orientative disposte a pavimento guida i percorsi dei visitatori, i quali possono scegliere l'itinerario preferito verso i tanti padiglioni espositivi o verso il cinema-auditorium posto al centro dell'area; oppure a partire dal 2016, salire i nove piani della torre-simbolo del progetto ancora in costruzione.

Blocchetti di legno di quercia, ricavati da vecchie traversine ferroviarie, pavimentano gran parte delle aree esterne, proprio come si usava nelle officine di una volta- e offrono un contrastante quanto gradevole contorno ai padiglioni realizzati ex-novo da Oma. Il più monumentale si chiama Podium e combina in sé le qualità di un museo tradizionale con sale piccole e intime con la presenza di un'enorme padiglione di vetro trasparente dal quale la vista spazia sulle restanti strutture. La sua architettura dalle forme regolari non si impone sul preesistente, ma esprime la sua forza attraverso gli strumenti del linguaggio contemporaneo: la contrapposizione di materiali inusuali come la schiuma di alluminio che riveste l'edificio con il prezioso travertino dell'Iran delle pavimentazioni interne, la funzionalità delle vetrate che sfumano di colore e delle piattaforme interne ad altezza variabile, o la fluidità dello spazio con pareti mobili che proiettano la sala all'esterno, raccordandola idealmente con il vicino auditorium. Pareti mobili e spazi interni trasformabili caratterizzano anche questo secondo edificio progettato da Oma. Rivestito da pannelli in acciaio inossidabile che riflettono gli edifici circostanti, esso risulta unità conclusa e indipendente- una black box per proiezioni e conferenze foderata di moquette scura- ma può all'occorrenza aprirsi verso il cortile per offrire al pubblico film e spettacoli all'aperto. Coltivano i medesimi valori di fruibilità e funzionalità anche gli interventi di recupero delle preesistenti strutture. In esse tutti gli elementi architettonici originali sono stati conservati e valorizzati, mentre i materiali utilizzati sono quelli tipici dell'edilizia industriale, dal cemento a vista al ferro delle strutture portanti alle pannellature in policarbonato che definiscono gli interni. Unico cedimento al lusso appare il rivestimento della casa-torre definita «Haunted House», le cui pareti esterne sono state ricoperte con una lamina d'oro a 24 carati. Pur ospitando alcune sale espositive, la casa rappresenta il regno di Miuccia Prada e contiene gli uffici della Fondazione e parte delle collezioni private. Precisa Koolhaas in proposito:
«La torre dorata non è un'ostentazione del lusso. Essa vuole essere soltanto un segnale dell'importanza di questo intervento nei riguardi della città, di quanto l'arte e la cultura possano dare valore a ciò che prima era degradato, trasformare quello che era povero in ricco».

I crediti del progetto
Fondazione Prada, Milano
Indirizzo: Largo Isarco 2, Milano
Area
Ex distilleria (Società Italiana Spiriti) situata in un complesso industriale risalente agli anni dieci del Novecento che comprende sette edifici preesistenti (magazzini, laboratori e silos) e tre nuove strutture (uno spazio espositivo per mostre temporanee, un ambiente multifunzionale dotato di una sala cinematografica e una torre di nove piani).
Estensione
Superficie edificata totale: 18.900 m2
Area aperta al pubblico: 12.300 m2
Area non accessibile al pubblico: 6.600 m2
Superficie espositiva totale: 11.146 m2
Area espositiva in edifici preesistenti: 7.100 m2
Area espositiva nei nuovi edifici: 4.046 m2
Team OMA
Partner in Charge: Rem Koolhaas, Chris van Duijn
Project leader: Federico Pompignoli
Consultants
Progettisti locali: Alvisi Kirimoto & Partners, Atelier Verticale
Strutture: Favero&Milan
MEP Engineer: Favero & Milan, Prisma Engineering
Cost Consultant: GAD
Acustica: Level Acoustics
Scenografia: Ducks Sceno
Fire Engineer: GAE Engineering


© RIPRODUZIONE RISERVATA