Progettazione e Architettura

Fabrizio Barozzi, il giovane talento italiano finito in Spagna con l'Erasmus

M.Fr.

Dallo Iuav di Venezia a Siviglia a Barcellona. Chi è l'architetto italiano (classe 1976) che si è aggiudicato il Mies van der Rohe Award 2015

Da Rovereto a Barcellona. Fabrizio Barozzi, classe 1976, non è atterrato in Spagna per cercare fortuna ma solo per fare un'esperienza professionale approfittando dell'opportunità Erasmus. Invece in Spagna ci è rimasto. E a quanto pare ha fatto bene. Insieme al collega spagnolo, Alberto Veiga, ha appena ricevuto il prestigioso premio Mies van der Rohe Award 2015 per la Sala Filarmonica di Szczecin, in Polonia .

Già nel 2013 Fabrizio Barozzi è stato premiato come Giovane talento dell'architettura italiana 2013 nell'ambito del concorso promosso dal Consiglio Nazionale degli Architetti. Presidente della giuria era Cino Zucchi. Barozzi è stato selezionato tra quasi 130 autocandidature. La griglia era rigidissima: individuare opere realizzate di elevata qualità negli ultimi tre anni. Ovviamente la partecipazione era limitata agli under 40. Guarda caso Barozzi è stato premiato per la stessa opera premiata con il Mies van der Rohe Award: la Filarmonica di Szczecin, aggiudicata con un concorso internazionale.

Prima di partire per la spagna studia architettura allo Iuav di Venezia. Arrivato al quarto anno fa le valigie e parte con l'Erasmus per Siviglia. Poi torna per chiudere il ciclo di studi, ma resiste poco. Studia per un anno a Parigi. Poi ancora a Siviglia, dove lavora nello studio di Guillermo Vazquez Consuegra dove, dopo otto mesi partecipa e vince un concorso per un complesso residenziale a Úbeda. Un segno che lo incoraggia a fondare uno studio tutto suo. Come partner professionale sceglie Alberto Veiga, un collega e amico di Santiago. È il 2004: nasce lo Ebv - estudio barozzi veiga. Lo studio cresce, puntando soprattutto sui concorsi. Dopo l'auditorium di Aguilas e la cantina Ribera del Duero arrivano altre opere importanti in Polonia. Tra il 2012 e il 2013 ci sono altri goal memorabili: il museo di Belle Arti di Losanna, sbaragliando nomi del calibro di Bernard Tschumi, Kengo Kuma, Caruso St John Architects e Souto De Moura. Lo studio si aggiudica anche il museo a Coira e poi una scuola di musica a Brunico (non a caso un comune dell'Alto Adige, unico territorio d'Italia che mostra attenzione concreta alla qualità della progettazione e ai concorsi di architettura).

Accanto alla professione ha anche mantenuto una forte attenzione all'insegnamento. Dal 2007 al 2010 è stato professore Associato di progettazione architettonica presso l'Universidad Internacional de Cataluña a Barcellona. Nel 2009 diventa professore associato di Progettazione architettonica presso l'Universidad di Girona. Nel 2013 è stato invitato come visiting professor all'Istituto Universitario di Architettura di Venezia.

«Quando abbiamo aperto il nostro ufficio a Barcellona - ha raccontato in un'intervista a Edilizia e Territorio nel dicembre del 2013 - la Spagna era un paese particolarmente dinamico: c'erano tanti concorsi il sistema era mediamente accessibile e meritocratico. Sicuramente è nel nostro dna la vocazione internazionale – commenta l'architetto – volevamo sperimentare in luoghi diversi, confrontarci con situazioni nuove, poi la ricerca si è tramutata in opportunità professionali». Per avere successo non c'è una via migliore di altre. «Dipende dalla voglia e dall'energia che si mette nelle cose – aggiunge Barozzi -. Sicuramente noi abbiamo saltato la gavetta tradizionale, conosco colleghi e amici che iniziano i primi lavori con piccoli incarichi affidati a amici e familiari. L'inizio non è determinante, sicuramente bisogna essere tenaci, saper gestire i tempi: ogni lavoro richiede sei-sette anni di impegno, tanti concorsi si fanno e si perdono, alcuni si vincono e non si realizzano, tanti progetti si bloccano». Il panorama che descrive Barozzi è noto agli studi italiani che sono in Italia. «Importante è esercitare in modo serio la professione, in molti pensano che sia necessario investire nel networking, noi non sappiamo cosa sia: abbiamo investito nella buona progettazione e nel fare nel modo migliore quello che ci veniva chiesto».

Il curriculum
Gallery1 - Il museo dei Grigioni in Svizzera
Gallery 2 - Tre opere di Barozzi e Veiga
Gallery 3 - La Filarmonica di Szczecin


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