Progettazione e Architettura

A Pordenone la nuova residenza che fonde storia e contemporaneità

Francesca Oddo

La ristrutturazione della Casa Brls a Sacile firmata da Corde Architetti: un intervento dove materiali nuovi e hi-tech interagiscono con quelli originari

Dialogo fra storia e contemporaneità: è questo il filo conduttore del progetto di ristrutturazione di Casa BRLS a Sacile, in provincia di Pordenone. Opera di Corde Architetti (Alessandro Santarossa e Giovanni Scirè Risichella) con base a Venezia, l'abitazione è il risultato di un attento programma che non trascura le stratificazione degli interventi precedenti, anzi li studia, li osserva e ne ripropone una lettura aggiornata, capace di agganciare la memoria della costruzione alle scelte attuali. Ristrutturato per una giovane famiglia, l'edificio ha una storia che risale a oltre due secoli fa e che racconta di continui cambi di destinazione d'uso: nato come abitazione, trasformato nel tempo in un laboratorio per la produzione di zoccoli, poi destinato a negozio, ritorna adesso alla sua originaria vocazione residenziale. «Nella vita di un edificio così semplice, dalle origini secolari, ci inseriamo in un breve tratto di tempo: il nostro intervento, i nostri gesti si sommano a quelli dei nostri predecessori, in una stratificazione di segni che a seconda del periodo storico vengono celati o palesati - raccontano i progettisti -. La nostra volontà è consegnare un'istantanea, un'immagine vera di quello che abbiamo fatto. Tutti i materiali costruttivi nuovi e del passato vengono lasciati a vista: il cemento, il ferro, i mattoni, la pietra, le travi e i tavolati. Tutto si unisce e compone per necessità».

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La statica dell'edificio, fortemente rimaneggiata nei secoli, è stata ricomposta inserendo setti in cemento e tiranti verticali con l'obiettivo di salvare l'edificio da eventi sismici. Anche la copertura ha subito consolidamenti: nuovi profili metallici posti sopra le travi esistenti e connessi attraverso fasce metalliche lasciano a vista la struttura originaria.
In un certo senso, operare su una preesistenza, oltre al fascino che la cosa comporta, scavo dopo scavo suggerisce agli architetti le scelte da adottare, come se riscoprendo la storia della struttura fosse naturale proseguire il suo cammino in epoca contemporanea. E così la struttura dialoga con le nuove opere di consolidamento, i materiali originari interagiscono con quelli nuovi, come la resina che si accosta alle pareti in mattoni, alle facciate più compatte si alternano ampie aperture sul giardino, le calde travi in legno convivono con le scale minimaliste in acciaio. L'atmosfera eterogenea della casa viene mantenuta volutamente, anzi diventa occasione per rimarcare il percorso di vita di un edificio che dall'Ottocento arriva ai giorni nostri e si prepara ad affrontarli con una nuova veste.
Adesso lo studio veneziano è impegnato con diversi nuovi progetti, fra i quali il Museo diffuso nel Parco Fluviale Regionale del Trebbia (PC), il Centro di Alta Formazione al Policlinico Gemelli di Roma, il recupero di parte di un edificio quattrocentesco a uso residenziale a Spilimbergo.

Foto di Alessandro Ruzzier


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