Progettazione e Architettura

La Rete delle professioni tecniche al Guardasigilli: intervenire su Stp e compensi

Giuseppe Latour

I progettisti presentano al ministro della Giustizia Orlando la lista delle priorità per una nuova riforma. Sul piatto anche l'assetto degli ordini sul territorio

Stp, elezioni dei consigli territoriali, compensi dei consulenti tecnici, riorganizzazione degli ordini su base provinciale e testo unico degli ordinamenti professionali. La riforma delle professioni sarà completata e, guardando alle partite Iva dell'area tecnica, sarà concentrata su queste materie. La Rete delle professioni tecniche martedì ha incontrato il Guardasigilli e gli ha riproposto un elenco di urgenze da risolvere in tempi rapidi, per integrare le regole esistenti in materia di professioni. E il ministro della Giustizia, Andrea Orlando non si è tirato indietro: il Governo interverrà presto sulla riforma, partendo proprio dagli spunti della Rete.

Le proposte della Rete
I rappresentanti della Rpt hanno riproposto a via Arenula un documento con i temi considerati più urgenti e che dovranno essere oggetto dell'azione del Governo nel prossimo futuro. L'idea di fondo è che la riforma delle professioni vada integrata in parecchi passaggi. In questo senso, sono state messe sul piatto alcune questioni prioritarie. A partire dalle Stp, le società tra professionisti, sostenute da anni dalla Rete, che le vede come una grande opportunità perché i giovani trovino capitali per la loro attività. Diverse questioni che le riguardano, però, restano irrisolte come, ad esempio, quella relativa alle società tra professionisti multidisciplinari. In generale, a due anni esatti dall'entrata in vigore del Dm 34/2013 che le regola, le disposizioni che riguardano la costituzione e il funzionamento delle Stp appaiono inadeguate.

I compensi dei periti
C'è, poi, il problema dei compensi dei periti. Un altro tema del quale si discute da tempo senza trovare soluzioni efficaci. La legge prevede, infatti, che i compensi dei consulenti tecnici siano aggiornati sulla base dell'aumento del costo della vita. Dal 2002, però, tale adeguamento non è mai stato praticato. Con il risultato che i periti nominati dai giudici vengono pagati circa sette euro all'ora, meno di una collaboratrice domestica. La Rete ha ribadito la necessità di mantenere le promesse del Governo e intervenire su questo aspetto.

Intervenire sulle assicurazioni
Ancora, c'è da risolvere il problema dell'elezione dei consigli territoriali: vanno corrette le disposizioni del Dpr n. 169/2005 che, quando sono state applicate nelle ultime occasioni, hanno dato luogo a forti inefficienze. C'è da portare qualche aggiustamento alla materia delle assicurazioni obbligatorie: al momento i professionisti sono poco tutelati perché le compagnie di assicurazione non hanno obblighi di copertura e perché le garanzie che gli vengono proposte presentano spesso profili di criticità.

Via alla riorganizzazione sul territorio
Va anche rivisto l'assetto degli ordini sul territorio, dopo l'abolizione delle province. In questo caso, vanno definiti dei criteri che possano accompagnare la riorganizzazione degli ordini professionali in tutta Italia, prescindendo dal livello provinciale, che è la loro dimensione storica. Infine, va approvato il Testo unico degli ordinamenti professionali. Avrebbe dovuto raccogliere, entro la fine del 2012, tutte le regole relative alle professioni in un corpo normativo unitario. Ma, ad oggi, non ha ancora visto la luce.


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