Progettazione e Architettura

Milano, la Casa della memoria di Baukuh ai piedi del Bosco verticale

Mariagrazia Barletta

Frutto di un concorso per under 40 è un omaggio alle vittime del terrorismo, ai deportati, ai partigiani italiani. Un edificio concepito per essere un luogo di dibattito, non solo commemorativo

È stata inaugurata il 24 aprile, a Milano, la Casa della Memoria. Ai piedi del «Bosco verticale», nel quartiere Isola ed in occasione del 70esimo anniversario della Liberazione, nasce un nuovo spazio per i cittadini. Un contenitore di ricordi, ma anche un monumento voluto dal Comune di Milano. Si tratta di una sorta di archivio della memoria individuale e collettiva milanese dell'ultimo secolo, omaggio alle vittime del terrorismo, ai deportati, ai partigiani italiani. Un edificio concepito per essere un luogo non solo commemorativo, ma anche di scambio e di vivace dibattito, aperto alla cittadinanza.

Impresse sull'involucro ci sono immagini della deportazione nei campi di concentramento, della Liberazione, dell'attentato di piazza Fontana e 19 ritratti per ricordare la moltitudine di persone che ha animato la città nel dopoguerra. A progettare l'edificio è lo studio associato Baukuh con sedi a Genova e Milano, la cui proposta risultò vincitrice al concorso per under 40 bandito nel 2011 da Hines Italia Sgr in collaborazione con il Comune di Milano.

Il nuovo spazio ospita le sedi di alcune associazioni che conservano la memoria della conquista della libertà e della democrazia in Italia, ma è anche un centro per attività culturali, scientifiche, espositive e didattiche, dedicato ai valori di democrazia e libertà legati alla storia di Milano dell'ultimo secolo. Al suo interno hanno sede l'Aned, Associazione Nazionale Ex Deportati, l'Anpi e l'Aiviter, che rappresentano rispettivamente i partigiani italiani e le vittime del terrorismo, ed inoltre l'Associazione Piazza Fontana 12 dicembre 1969 e l'Istituto Nazionale di Studi sul Movimento di Liberazione d'Italia (Insmli). L'involucro racchiude inoltre un archivio del patrimonio documentale delle associazioni, aree espositive e per conferenze e la sala lettura, tutti spazi aperti al pubblico.

La Casa della Memoria è come una casa comune per i milanesi, dove conservare il ricordo, ma anche un monumento. «Nessuno abita nella Casa della Memoria, e casa, in questo contesto, significa riparo, luogo protetto, guscio che cristallizza il ricordo nel flusso della metropoli. Il nome "casa", fin troppo familiare, ribadisce paradossalmente la monumentalità dell'edificio, facendone un archetipo, un simbolo» spiegano i progettisti. La casa è dunque una «scatola» che con il suo involucro ne protegge il contenuto, ma anche un oggetto da esporre.

Come monumento, l'edificio ha il compito di trasmettere la memoria. Una scelta che forse «può forse sembrare anacronistica, ed è in qualche modo inusuale per la società contemporanea. Siamo infatti tutti piuttosto restii (e non senza ragioni) ai tentativi di fissare l'immagine del passato in qualcosa di fermo, non ulteriormente negoziabile, come un edificio», raccontano i progettisti di Baukuh. Ma inevitabilmente la nuova architettura deve anche confrontarsi con un tempo lungo. «In altre parole, non è possibile intendere la Casa della Memoria solamente dal punto di vista delle prestazioni offerte, limitandosi a rispondere alle esigenze funzionali esposte dal committente. Non è possibile ignorare che è un monumento, per quanto nel contesto di una società che non ha obiettivi univoci da assegnare all'architettura». Da qui una differenza importante tra il contenuto e il contenitore: «Come archivio aperto e continuamente accessibile grazie alle più recenti tecnologie, la Casa della Memoria si lascia usare nei modi più imprevisti e informali. Come massa, volume compatto, mostra la sua inerzia, scegliendo di permanere come monito, come pietra di inciampo messa a ingombrare e a ostentare la sua testimonianza» concludono dallo studio Baukuh.

L'esterno è concepito come un polittico, il cui programma iconografico è stato definito da un comitato scientifico appositamente costituito. Tra architravi e lesene appena aggettanti si ritrovano scene e ritratti. A comporli, un insieme di mattoni policromi, appositamente prodotti per la Casa della Memoria, che come dei pixel formano le figure. Le immagini sono elaborate a partire da fotografie storiche: ognuna è stata studiata in modo da essere ridotta in quadratini di sei diverse gradazioni. Una volta sviluppato un accurato disegno a casellario in scala 1:1, i mattoni di sei diverse colorazioni hanno preso il posto dei pixel.

LO STUDIO BAUKUH
è uno studio associato di architettura, con sedi a Genova e Milano, fondato nel 2004 da Paolo Carpi, Silvia Lupi, Vittorio Pizzigoni, Giacomo Summa, Pier Paolo Tamburelli e Andrea Zanderigo.
Ha vinto concorsi internazionali (Amsterdam 2003, Budapest 2003, Pavia 2006, Genova 2009, Hoogstraten 2013), ha redatto piani (Amsterdam 2004-08, Venezia 2007), ha restaurato edifici pubblici (Brugnato 2007, Zandobbio 2014), ha realizzato residenze (Tirana 2007-09), ha curato progetti di interni e allestimenti (Padova 2006) ed ha esposto i suoi progetti alla Biennale di Rotterdam (2007 e 2012) e alla Biennale di Venezia (2008 e 2012).
Vittorio Pizzigoni insegna all'Università di Genova, Pier Paolo Tamburelli alla University of Illinois a Chicago e Andrea Zanderigo alla Epfl di Losanna.

Crediti del progetto
CASA DELLA MEMORIA
via Confalonieri 14, Milano
dati tecnici
committente: Comune di Milano
soggetto attuatore: HINES ITALIA SGR SpA
progetto architettonico: studio associato baukuh
progetto strutturale: Arup Italia srl
progetto impiantistico e consulenza acustica: Deerns Italia spa
progetto prevenzione incendi: Gaeengineering srl
quantity surveyor: J&A consultants srl
impresa costruttrice: Edilda Edilizia Lombarda SpA
concorso: 2011
progetto definitivo e esecutivo: 2013
costruzione: 2013-2015
superficie lorda di pavimento: 2500 mq
costo di costruzione: 3.600.000 €
Comitato Scientifico per la scelta delle immagini rappresentate all'esterno dell'edificio:
Roberto Cenati (A.N.P.I.), Ada Lucia De Cesaris (Comune di Milano), Adolfo Mignemi (I.N.S.M.L.I.), Paolo Silva (Associazione Piazza Fontana 12 Dicembre 1969), Nadir Tedeschi (A.I.VI.TER.), Dario Venegoni (A.N.E.D.), con la collaborazione di Alberto Saibene e Giovanna Silva.


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