Progettazione e Architettura

Bim day a Roma: per studiare il Museo del Cairo e il terminal di Fiumicino

Mila Fiordalisi

La giornata formativa è stata organizzata dall'ordine degli architetti di Roma per valorizzare la figura del Bim manager

Una giornata gratuita di formazione dedicata al Bim. Per avvicinare i professionisti dell'architettura all'uso di una metodologia oramai già considerata uno "standard" in molti Paesi. Questa l'iniziativa a firma della Consulta Professione Junior dell'Ordine degli Architetti di Roma e provincia che il 20 aprile ha acceso i riflettori su "contenuti" e "strumenti" Bim a disposizione dei progettisti. Due le case history prese in esame: il Museo del Cairo e il nuovo terminal di Fiumicino.

Già ampiamente adottato in diversi paesi europei «il Bim è considerato da molti l'unica soluzione in grado di garantire quel salto di qualità richiesto dalla Ue, ma anche assolutamente indispensabile a rimettere in sesto un sistema degli appalti obsoleto e farraginoso», sottolinea l'architetto Felice Poliseno, direttore scientifico del Bim Day. «Il network di comunicazioni Bim tocca tutti campi della cantieristica passando anche per la logistica e la sicurezza orchestrando un processo produttivo che, nel suo complesso, evita completamente la generazione di tempi morti dovuti ad imprevisti di qualsiasi natura», puntualizza Salvo Giglio.

La scelta della case history del Museo del Cairo, in particolare, non è casuale: i Paesi del sud del Mediterraneo ma anche l'Africa rappresentano, secondo il presidente dell'Ordine degli Architetti di Roma, Livio Sacchi, le "nuove mete" del business. «Per questo è urgente, comunque aggiornare gli strumenti e le tecnologie di lavoro e anche l'organizzazione degli studi professionali – sottolinea Sacchi -. La necessità di aggiornare rapidamente gli strumenti a disposizione degli architetti con il Bim e lavorare in altri paesi può essere anche l'unica prospettiva per i professionisti in un momento di grave crisi interna, considerato inoltre che nello scenario di internazionalizzazione della professione il lavoro degli architetti italiani è molto apprezzato».

Figure con il Bim manager, ancora da definire in senso formale, ma già attive sul mercato delle professioni, «devono essere viste come una delle più importanti occasioni per superare la crisi nella quale il progettista si trova da diversi anni – sottolinea il consulente Bim Vittorio Frega -. Con il Bim ognuno ha la propria occasione di riqualificazione, occorre colmare il ritardo e guardare con ottimismo al futuro».

Oltre l'interoperabilità il secondo fine è anche «il raggiungimento dell'ottimizzazione dei processi produttivi sia di redazione del progetto sia di coordinamento durante le fasi di cantiere, individuando tempi e costi assoggettati alla costruzione», evidenzia l'architetto Mauro Cattaneo, Bim manager di Silvano Buzzi & Associati. «Questi sono stati gli obiettivi alla base del progetto di ingegnerizzazione della copertura del nuovo Museo nazionale del Cairo Gemii, 130mila mq di copertura, composta da quasi 50mila pannelli in rete stirata a geometria variabile, 332 km di profili in alluminio oltre il sistema di strutture in acciaio per il sostegno sottostante».


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