Progettazione e Architettura

Oice, valori in calo del 10% ma in Europa cresce la quota italiana

Al.Le.

Nel primo trimestre promossi 919 bandi per un valore di 109 milioni. Lotti: «I segnali positivi ci sono, bisogna rafforzare il mercato»

Frena il mercato della progettazione. Con il mese di marzo si chiude un trimestre in discesa rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: -10,8% per il valore e -0,5% per il numero dei servzi.
Secondo i dati dell'osservatorio Oice-Informatel, i bandi di ingegneria e architettura rilevati nel mese scorso sono stati 365 (di cui 30 sopra soglia), per un importo di 30,6 milioni di euro (15,3 sopra soglia, 15,3 sotto soglia). Rispetto a marzo 2014 il numero cresce del 20,1% (-3,2% sopra soglia e +22,7% sotto soglia) e il valore scende del 21,1% (-41,1% sopra soglia e +19,3% sotto soglia).

Negativo il primo trimestre: nei mesi di gennaio-marzo 2015 sono state promosse 919 gare per un importo complessivo di 109 milioni di euro che, nei confronti del primo trimestre 2014, mostrano cali dello 0,5% nel numero (+41,1% sopra soglia e -3,2% sotto soglia) e del 10,8% nel valore (-18,1% sopra soglia e +8,9% sotto soglia).

"Nonostante il confronto tra trimestri sia negativo – ha dichiarato Patrizia Lotti, presidente Oice – quello con il primo trimestre 2013 è molto positivo, +50,6%, come quello con il primo trimestre 2012, +41,6%; di conseguenza il mercato rimane su una intonazione positiva, ed è necessario fare di tutto per rafforzarla. Al di là di questa battuta di arresto, occorre quindi cogliere i segnali positivi relativi all'aumento del numero delle gare, segnali che vanno rafforzati, ad esempio, con un quadro di regole più snello, efficace ed efficiente e con scelte coraggiose del nostro legislatore. Siamo ottimisti perché la scorsa settimana il lavoro dei senatori sul ddl delega appalti è entrato nel vivo con un nuovo testo-base e con gli emendamenti. L'impressione è che si sia imboccata la strada giusta; siamo molto soddisfatti che la battaglia dell'Oice per la limitazione dell'appalto integrato, iniziata dieci anni fa in solitaria e adesso da molti cavalcata, stia dando i suoi frutti, visto che il legislatore ha compreso che l'istituto va riportato alle sue corrette caratteristiche e che la liberalizzazione del 2006 è stata un profondo errore."

Ma non sono soltanto questi i punti di merito del lavoro sul ddl delega appalti: "Molto apprezzabili – ha continuato Patrizia Lotti – sono anche le scelte compiute con il testo base dei relatori rispetto alle commissioni giudicatrici, per le quali avevamo chiesto un albo gestito da Anac in assoluta autonomia e senza ingerenze né politiche, né di ordini professionali, come accade oggi; positivi sono anche i segnali sull'introduzione di criteri reputazionali e sulla revisione della normativa del contraente generale per la quale sin dal 2001, inascoltati, avevamo detto che sarebbe stato un errore affidare la direzione dei lavori al contraente generale. Adesso occorre però affrontare – ha concluso il presidente Oice – il tema del ruolo della Pubblica Amministrazione che deve tornare a programmare e controllare, anche con supporti di project management, ma non progettare, salvo che non abbia gli stessi requisiti che correttamente devono essere richiesti al mercato, in applicazione delle direttive Ue".

Passando al mercato europeo dei servizi di ingegneria e architettura, per gare pubblicate nella gazzetta comunitaria, il numero delle gare italiane è passato dalle 56 dei primi tre mesi 2014 alle 79 del 2015: +41,1%. Nell'insieme dei paesi dell'Unione Europea il numero dei bandi mostra una crescita dell'11,5%. Rispetto al totale delle gare pubblicate dai principali paesi europei il numero di quelle italiane rimane comunque molto modesto, solo il 2,1%.


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