Progettazione e Architettura

Concorsi Cei per le nuove chiese: tra i finalisti Tamassociati, Labics e Kuadra

Mariagrazia Barletta

Conclusa la prima fase delle gare a inviti bandite dalla Conferenza episcopale per le nuove chiese a Cinisi (Palermo), Forlì e Viareggio (Lucca)

Gli studi M2R, Tamassociati, Ipostudio Architetti, Davide Marazzi, Kuadra, Labics, sono tra i finalisti dei concorsi di progettazione a inviti inseriti nell'iniziativa «Percorsi diocesani». Si tratta delle competizioni lanciate simultaneamente nello scorso novembre dalle diocesi di Lucca, Monreale e Forlì-Bertinoro per costruire nuove chiese a Cinisi (Palermo), a Forlì e a Viareggio (Lucca). A guidare le diocesi nell'organizzazione dei concorsi e nella messa a punto dei documenti preliminari alla progettazione è stato il Servizio nazionale per l'edilizia di culto della Conferenza episcopale italiana (Cei), con il responsabile mons. Giuseppe Russo e la sua squadra. Una garanzia per la qualità dei concorsi, svolti in forma anonima.

Accanto alle firme più note dell'architettura spuntano nomi meno conosciuti: architetti locali, inviati a partecipare e che, in qualche caso, hanno avuto la meglio su studi di grande fama. Non hanno superato la prima fase, ad esempio, lo studio Carlo Ratti Associati e Andrea Maffei Architects, che concorrevano su Cinisi, insieme a un architetto emergente, Tomas Ghisellini, il cui lavoro è stato riconosciuto ultimamente dalle giurie dei premi Dedalo Minosse e In/Arch -Ance. Tra gli esclusi, nel concorso di Viareggio, anche Luisa Fontana atelier e lo studio Nemesi & partners.

Tra la fine di novembre e gli inizi di dicembre gli inviti avevano raggiunto quaranta architetti per ciascun concorso, non tutti hanno accettato di partecipare. I team in gara hanno visitato i luoghi durante un sopralluogo obbligatorio e consegnato una relazione esplicativa dell'approccio progettuale. A valutare le idee, esperti di architettura, liturgia e arte, i parroci delle parrocchie interessate e gli incaricati diocesani per l'edilizia di culto. A passare sono le risposte ritenute più convincenti dalle giurie, in relazione alle istanze e agli indirizzi strategici contenuti nei documenti preliminari alla progettazione.
Per ciascuna competizione sono dieci gli studi che vanno avanti per elaborare un progetto preliminare, dopodiché si decideranno i vincitori, con la proclamazione prevista a luglio. I dieci finalisti del concorso per la costruzione di un complesso parrocchiale con chiesa, strutture pastorali e la canonica, nel difficile quartiere del Varignano, a Viareggio, sono gli studi M2R, Tamassociati, Gliarchitettiassociati, Ipostudio, Bianchini e Lusiardi Associati, e gli architetti Nazzareno Petrini, Luca Doveri, Giacomo Cordoni, Davide Marazzi e Pietro Basilio Giorgieri. A confrontarsi sulla progettazione preliminare della chiesa e dei locali per il ministero pastorale a Cinisi (la canonica è già esistente), sono lo studio Kuadra, Labics, Marco Odargi, Sebastiano Fazzi atelier di architettura, Sidoti Gatto, Tania Culotta, Gaspare Di Maggio, Studio DiDeA, Francesco Lipari, e Giuseppe Pellitteri. A proseguire nella competizione per la chiesa del quartiere dei Romiti, a Forlì, sono Giorgio Liverani - Ellevuelle Architetti, Romano Pretolani, Donatella Forconi, lo Studio Lambertucci Posocco, Massimo Ferrari, Massimo Viti, Studio Rosset e Associati, Studio X2 Architettura, Danilo Casadei, e Claudia Manenti.
Le chiese nate dai concorsi Cei: guarda la fotogallery

I progettisti selezionati parteciperanno a un vero e proprio seminario per approfondire i temi dell'architettura, dell'arte e delle liturgia, con riferimento allo specifico tema da affrontare. Dopodiché si tratterà di dare risposta alle domande della committenza e alle esigenze del territorio e della sua comunità. Per le proposte progettuali ci sarà poi un doppio livello di valutazione. Per dare la parola alle comunità, che in tutti e tre i casi richiedevano a gran voce di essere interpellate, è stata infatti creata la «commissione parrocchiale». Prima di essere valutati da esperti e da rappresentanti istituzionali, i progetti passeranno al vaglio di questa particolare commissione, che può coincidere con il consiglio pastorale, che normalmente rappresenta la comunità, oppure con alcuni delegati dei membri del consiglio. Ne verrà fuori un verbale in cui, per ciascun progetto, saranno messi in evidenza punti di forza e debolezze. Verbale che sarà preso in considerazione dalla giuria di esperti, che comunque manterrà la sua indipendenza di giudizio. Proprio per far fronte a questo livello intermedio di valutazione, i progettisti dovranno elaborare anche un video di cinque minuti per spiegare le loro proposte, non tanto agli addetti ai lavori, quanto alle comunità interessate.
I complessi ecclesiastici saranno poi edificati con il contributo della Cei, che finanzierà il 75 per cento della spesa per la realizzazione delle opere, grazie ai fondi dell'8 per mille.


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