Progettazione e Architettura

Milano, inaugurato (in sordina) il museo delle Culture dell'archistar

Massimiliano Carbonaro

David Chipperfield, autore del progetto, ha ritirato il suo nome dall'opera perché i colori del pavimento e i materiali scelti per realizzarlo non rispecchierebbero il suo disegno

Dopo le polemiche degli ultimi giorni che hanno infiammato Milano finalmente si può ammirare il Mudec, il Museo delle Culture, ma è un'apertura quasi in sordina che vuole parlare delle nuove mostre e non dell'edificio in sé, e caratterizzata dall'assenza del suo autore, l'architetto David Chipperfield, che per altro nei giorni scorsi aveva diffidato ad accostare la struttura al suo nome.

Il museo nasce da un'operazione di archeologia industriale con cui è stata recuperata l'area dell'ex fabbrica Ansaldo, nella zona delle griffe della moda meneghina, Tortona. Il Mudec si presenta con un'immobile dalle forme squadrate e rivestite di zinco e cristallo per garantire l'illuminazione tutto il giorno. Il nuovo spazio si distingue per una hall centrale, che genera una corte interna, che vuole rappresentare una sorta di piazza coperta capace di diventare un luogo d'incontro fra le culture e le comunità.

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L'edificio poi si sviluppa con diversi spazi per un totale di 17mila mq tra sale per la collezione, mostre temporanee, auditorium, store e ristorante, aule didattiche. Bellissimo, ma alcuni giorni fa è esplosa la polemica quando l'autore del progetto di ristrutturazione dell'Ansaldo, si è lamentato perché i colori del pavimento e i materiali scelti per realizzarlo non rispecchierebbero il suo disegno e ha diffidato il Comune dall'accostare il suo nome al Museo delle Culture. Il Mudec però apre comunque e dal 27 marzo ospita due mostre.

Il Comune di Milano infatti su questa vicenda ha tirato dritto: "Quella del Mudec è una storia lunga e travagliata - ha commentato l'assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno - costellata da ritardi e polemiche. Oggi diciamo basta perché Milano non vuole attendere oltre, alla vigilia di Expo".

Del Corno aveva sottolineato che "ci sarà tempo per verificare ed i lavori di completamento saranno comunque conclusi nel rispetto delle indicazioni tecniche a suo tempo fornite dall'architetto Chipperfield. Quello che è certo è che abbiamo messo fine a trattative estenuanti per recuperare e pieno titolo la priorità indiscutibile di aprire il Museo per le mostre straordinarie del 2015. Con l'apertura di queste due mostre - ha concluso Del Corno - mettiamo fine ad una lunga attesa, durata 12 anni".

Per altro la sua realizzazione è costata – spiega il Comune – 60 milioni di euro di cui oltre 3 per l'architetto. Quindi via al Museo delle Culture che nel dettaglio si sviluppa con un'area espositiva al primo piano intorno alla grande piazza centrale coperta e destinata sia alla collezione permanente che alle mostre temporanee. Completa lo spazio l'auditorium, un teatro da trecento posti dedicato alle performance e alle arti visive. Al secondo piano si trova invece il ristorante, il Mudec Club, che offrire scorci inediti sull'edificio e sull'area circostante e vuole essere un contenitore per eventi legati al mondo dell'arte. Il Mudec Junior con uno spazio dedicato ai bambini e al gioco/laboratorio.

Il progetto del Museo delle Culture ha origine negli anni Novanta del secolo scorso quando il Comune di Milano ha acquistato la zona ex industriale per destinarla ad attività culturali, all'interno dello spazio espositivo trovano posto le raccolte etnografiche del Comune che comprendono oltre 7000 opere d'arte, tra tessuti, strumenti provenienti da tutti i continenti e databili dal 1.200 a.C. fino ai primi anni del Novecento. Mentre per l'apertura sono previste due grandi mostre dal titolo "Mondi a Milano" e "Africa" entrambe le esposizioni in vista di Expo 2015 dal sapore internazionale per rimarcare il legame della città con le esposizioni universali e con le culture di tutto il mondo.


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