Progettazione e Architettura

A Lione ha aperto il museo-astronave di Coop Himmelb(l)au realizzato da Permasteelisa in vetro hi-tech

M.Fr.

Lo spettacolare complesso in vetro e acciaio che sorge alla confluenza dei fiumi Rodano e Saona è il nuovo simbolo della città. Ha aperto a dicembre ed è stato realizzato da Permasteelisa

Ha aperto i battenti il 20 dicembre scorso ma è già diventato il nuovo simbolo della città. Il Musée des Confluences di Lione sorge nell'area dove confluiscono i fiumi Rodano e Saona. Il design è quello avveniristico dello studio austriaco Coop Himmelb(l)au. Nella realizzazione c'è anche un pezzo di Italia, visto che la struttura in vetro e acciaio è stata realizzata dal gruppo Permasteelisa tramite le sue controllate Permasteelisa France e Gartner.

La struttura, spiega una nota del gruppo con base a Vittorio Veneto, è in vetro, acciaio e cemento e si estende su 21mila mq. Ha un'altezza massima di 41 metri e una lunghezza di 190 metri per 90 d di larghezza. Il nome di Musée des Confluences viene proprio dal luogo scelto per l'edificio, alla confluenza dei due fiumi francesi.

Vai alla Gallery
«La particolarità dell'opera - sottolinea un comunicato - è rappresentata dalla geometria "a forma libera" che ricorda un'astronave, generata da due grandi unità architettoniche: una a forma di Cristallo e l'altra a forma di Nuvola. Il Cristallo costituisce il punto di ingresso per i visitatori e li "prepara" alla visita del Museo stesso». Il "cristallo" è caratterizzato da una struttura in vetro e acciaio con un cono trasparente che scende dalla sommità del tetto fino al pavimento. La "nuvola" invece è un corpo opaco e racchiude le sale del museo.

La nota del gruppo Permasteelisa sottolinea come la parte più complessa del "cristallo" sia costituita dagli realizzazione degli 11 pannelli apribili in vetro che permettono alla luce di entrare nell'area della nuvola. «La geometria estremamente complessa del Cristallo ha richiesto l'utilizzo della progettazione tridimensionale di tutta la struttura in acciaio e dei pannelli vetrati; solo per realizzare il "Pozzo di Gravità", il cono di vetro alto 30 metri che contraddistingue questa area del Museo, sono stati progettati 160 nodi speciali per la connessione del vetro all'acciaio della struttura». «Molto complicato anche il processo che ha portato alla progettazione e alla costruzione dei vetri che rivestono il Pozzo: tutti curvati a caldo, i vetri presentano diversi livelli di curvatura. I 4 pannelli posti nella zona più in basso, vicino all'estremità del cono, sono caratterizzati da un raggio di curvatura di 500 mm, tipica dei cockpit degli aerei ma certamente non per i vetri architettonici di 4,5 metri di altezza utilizzati nel progetto. Tutto il Cristallo, infine, è rivestito con vetri auto-riscaldanti, il cui sistema entra in funzione nel caso di accumulo di neve, ed è sostenuto da una struttura in acciaio da 650 tonnellate».

I 3mila mq del museo raccontano l'origine del mondo, la comparsa dell'uomo con una contaminazione di discipline, dall'etnologia alla zoologia, dall'egittologia all'astronautica. Il museo dispone anche di due auditorium, una biblioteca, laboratori per le scuole, un hub digitale, ristoranti e una terrazza panoramica, con una vista sulla confluenza dei due fiumi.


© RIPRODUZIONE RISERVATA