Progettazione e Architettura

A Reggio Emilia rinasce dopo il terremoto la «cittadella del lavoro» di Mta

Francesca Oddo

Nicola Bettini con Giuseppe Falchetti firma a Rolo la nuova sede dell'azienda Mta: linee limpide e facciate vetrate per l'opera costruita in soli due anni

Mta, azienda attiva a livello internazionale nella produzione di componenti elettronici ed elettromeccanici per il mercato Automotive, Off-Highway e Race, è un'altra delle numerose società colpite duramente dagli eventi sismici che hanno coinvolto l'Emilia Romagna nella primavera del 2012. Nel giro di poco più di due anni, l'azienda ha realizzato su incarico diretto il nuovo polo produttivo di Rolo, in provincia di Reggio Emilia, opera del quarantenne Nicola Tommaso Bettini in collaborazione con Giuseppe Falchetti. Nel lasso di tempo intercorso fra gli eventi sismici e l'inaugurazione della nuova sede, l'azienda non ha mai interrotto la propria attività: durante il montaggio degli uffici-container, i dipendenti sono stati ospitati nella sede di Codogno (progettata sempre da Bettini) per garantire ai clienti la continuità di produzione.
La velocità con la quale la struttura è stata realizzata dipende anche dal fatto che «il progetto di una nuova sede per l'elettronica era già ꞌnel cassettoꞌ da parecchi mesi -si legge sulla rivista aziendale di MTA del luglio 2012-. Con l'acquisto nell'ottobre 2011 di un'area edificabile di 42.500 mq, MTA aveva infatti programmato di costruire uno stabilimento che potesse permettere di migliorare gli standard di qualità e meglio organizzare il layout e i flussi produttivi e logistici. Le conseguenze del terremoto ci hanno convinti ad accelerare i tempi di realizzazione di questa nuova sede.»

Clicca qui per la fotogallery

Oggi il nuovo quartier generale è realtà. La sede si estende su una superficie di 13.500 metri quadrati, ha impiegato 1.900 tonnellate di acciaio e 2.700 mq di facciate vetrate. La possente struttura, tuttavia, non influisce minimamente sulla linea leggera, ariosa, snella dell'intero complesso che anzi è resa possibile proprio grazie a un progetto statico puntuale e concepito non solo per resistere a eventuali nuove scosse, ma anche per liberare gli edifici da elementi portanti massicci che non avrebbero permesso la fluidità visiva e fisica fra gli spazi. Il complesso è costituito dal blocco degli uffici disposto su due livelli fuori terra, da quello per la produzione, da un altro per il magazzino e ancora da uno adibito al servizio di ristorazione aziendale e ai servizi generali, più un blocco connettivo tecnico. Il nuovo polo suggerisce l'immagine di un'architettura limpida, posata che, dopo il trauma, ha ripreso confidenza con il terreno e veicola una sensazione di serenità e stabilità. Ampie superfici vetrate consentono un rapporto continuo la luce naturale, oltre a costituire il mezzo attraverso il quale Mta denuncia all'esterno l'attività che nei suoi uffici si esercita.
Dal punto di vista costruttivo «l'edificio per uffici, quello relativo ai servizi e quello tecnico di raccordo, sono costituiti da una struttura interamente realizzata con pilastri e telai in acciaio tra loro imbullonati –spiega Bettini - L'edificio per la produzione e l'edificio magazzino sono concepiti come grandi padiglioni, privi di appoggi intermedi, e con imponenti travi reticolari in acciaio a cassone di 50 metri di luce appoggiate su montanti incastrati al piede in entrambe le direzioni».

Nel complesso, la presenza di volumi puri e squadrati, staticamente indipendenti fra loro, variabili in altezza restituisce l'idea di un piccolo insediamento urbano, di una vera e propria cittadella del lavoro. Autonoma anche dal punto di vista energetico, la struttura conta 4.800 pannelli fotovoltaici, posizionati sui circa 10.000 mq di copertura e in grado di produrre 1.200 kW annui. Ulteriore scelta strategica anche ai fini ambientali, è stata poi quella di tenere conto nella progettazione sia dell'utilizzo del nuovo polo sia della sua eventuale dismissione, grazie anche ai processi di costruzione totalmente a secco. «Il nostro intento è stato quello di concepire un edifico totalmente riciclabile -continua il progettista. In tal senso quasi tutti i materiali utilizzati sono quanto più possibile riciclabili, durevoli, ottenuti da materie prime rigenerabili, prodotti in processi sicuri e sostenibili per l'ambiente, innocui in caso di incendio.»
Foto di Marcela Grassi

LO STUDIO
Nicola Tommaso Bettini (Bologna, 1974) si è formato fra la Facoltà di Architettura Ferrara e l'Aarhus School of Architecture, in Danimarca. Dal 1996 al 2006 ha collaborato con diversi studi professionali in Italia, Danimarca e Portogallo. Fra questi, MCA Mario Cucinella Architects, SHL Schmidt Hammer & Lassen Architects, PGA Pedro George & Associados. Nel 2007 avvia il proprio studio con sede a Bologna. Fra i lavori in corso di realizzazione, il polo produttivo MTA SLK a Bánovce (Slovacchia), dodici progetti di ricostruzione post sisma in Emilia Romagna, la ristrutturazione dell'antica sede MTA a Codogno e di un antico opificio a Bologna.

CREDITI DEL PROGETTO
Committente: MTA spa
Progetto architettonico: Nicola Tommaso Bettini
In collaborazione con: Giuseppe Falchetti
Team di progettazione: Chrisa Vasilopoulou, Matteo Pietta, Siro Meazzi
Progetto strutturale: STA Giuseppe & Matteo Cantoni di Casalpusterlengo (Lodi)
Progetto impiantistico: Ing. Ferrari Spa di Modena
Impresa: F.lli Baraldi spa di Medolla (Modena)
Costruttore metallico: OCML spa di Costa di Mezzate (Bergamo)
Facciate vetrate: Amitti srl di Senago (Milano)
Superficie: 13.500 mq
Costo complessivo: riservato
Anno: 2014
Foto: Marcela Grassi


© RIPRODUZIONE RISERVATA