Progettazione e Architettura

Angela Deuber, 40 anni, svizzera: regina dell'architettura al femminile

Massimiliano Carbonaro

Aggiudicata la terza edizione dell'ArcVision– Women and Architecture 2015 il premio voluto da Italcementi. Tre italiane tra le 50 finaliste di tutto il mondo

L'architetto svizzero Angela Deuber si aggiudica la terza edizione dell'ArcVision – Women and Architecture 2015 il premio voluto da Italcementi e dedicato all'architettura al femminile. Menzione d'onore per Kate Otten (Sudafrica), Patama Roonrakwit (Tailandia) e Samira Rathod (India) e un premio speciale per Paula Nascimento, progettista del Padiglione dell'Angola a Expo 2015. Tra le finaliste anche tre prigettiste italiane: Michaela Wolf, Giulia de Appolonia e Simona Malvezzi .

L'arcVision Prize ha un duplice obiettivo: da un lato vuole porre l'accento sulla visione femminile dell'architettura riconoscendo le difficoltà per le donne nell'intraprendere questa professione e dall'altro punta a sottolineare idee e progetti innovativi e funzionali ma anche socialmente significativi.

Chi è la vincitrice
La vincitrice della terza edizione è Angela Deuber, architetto svizzero, classe 1975: per la giuria (che raccoglie professioniste sia in ambito architettonico che socio-economico) dove spicca la presenza di Odile Decq, di Yvonne Farrell (socia fondatrice dello studio di architettura Grafton Architects), di Louisa Hutton (socia fondatrice dello studio d'architettura Sauerbruch Hutton), di Benedetta Tagliabue (titolare dello studio Miralles Tagliabue EMBT) e di Martha Thorne (direttore del Pritzker Prize), la Deuber ha meritato il premio per aver impresso al «suo lavoro nuove direzioni per l'architettura che al tempo stesso condensano con successo gli aspetti importanti per la ricerca strutturale della costruzione e dell'uso dei materiali, insieme al coinvolgimento e all'impegno per un decisivo ruolo sociale delle donne architetto».

I suoi progetti
Alla fase finale di questa edizione sono giunte 50 candidature ulteriormente selezionate in una short list di 21 progettiste provenienti da 16 Paesi. La Deuber si è fatta notare nel 2014 grazie alla progettazione della Scuola di Thal (Svizzera) considerato un esempio di architettura d'avanguardia con un approccio costruttivista. Nel commentare il suo modo di progettare l'architetto svizzero ha sottolineato come «la costruzione è una parte sottovalutata e intrinseca dell'architettura, ma dal momento che non costruiamo più con le nostre mani, è diventata indiretta, remota e aliena. Il mio lavoro è un tentativo di sfuggire a questa alienazione». La Deuber non dimentica nel ricevere il premio le donne che stanno seguendo la sua stessa strada: «È un premio – ricorda – che mi auguro sia visto anche come un incoraggiamento rivolto al maggior numero di progettiste, le mie colleghe, a fornire il loro contributo all'architettura in ogni parte del mondo».

Il premio
Il Premio consiste in un progetto di ricerca e workshop della durata di due settimane (in occasione della Milano Design Week, aprile 2015) presso il centro di ricerca di Italcementi l'i.lab, progettato da Richard Meier, nei pressi di Bergamo, oltre ad un riconoscimento di natura economica di 50.000 euro.

La giuria e gli altri riconoscimenti
La Giuria, coordinata da Stefano Casciani, Direttore Scientifico del Premio, ha inoltre assegnato menzioni d'onore a Kate Otten (Sudafrica), Patama Roonrakwit (Tailandia) e Samira Rathod (India). La Otten ha lavorato ad una serie di edifici pubblici e luoghi della memoria (in particolare ha lavorato alla riconversione della Constitution Hill di Johannesburg) ma ha anche un ruolo importante nel promuovere le donne in architettura assumendole e formandole. La Roonkrawit si è distinta come architetto e attivista sociale ed è ricordata per le abitazioni temporanee e nuovi progetti abitativi successivi allo tsunami del 2004. La Rathod è molto quotata per la realizzazione di edifici originali capaci di combinare calcestruzzo, vetro e metallo in combinazioni quasi scultoree come nel caso della galleria d'arte di Baroda nel Gujarat in India.

Il premio ArcVision ha stretto in occasione dell'Esposizione universale di Milano una forte collaborazione con il WE-Women for Expo, un'iniziativa legata all'Expo 2015 volta a creare una rete mondiale di donne per Nutrire il pianeta (tema centrale della manifestazione), così è stata premiata Paula Nascimento (nata a Luanda nel 1981) progettista del Padiglione dell'Angola a Expo 2015. «Paula Nascimento - ha dichiarato Stefano Casciani - sebbene ancora giovane ha già raggiunto con il suo lavoro una qualità che esprime al meglio ed esalta il ruolo delle donne nello scenario globale della professione architettonica, attraverso le sue molteplici attività: come organizzatrice culturale di importanti esposizioni, progettista di installazioni ed edifici sensibili, attenta promotrice dei temi della sostenibilità e della ricerca di un suo nuovo linguaggio estetico».


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