Progettazione e Architettura

È cinese il primo padiglione all'Expo: disegnato da Libeskind, realizzato da un'impresa italiana

E.T.

Promosso dal colosso cinese del real estate, progettato dall'archistar Daniel Libeskind, è stato realizzato al 100% dall'italiana Bodino Engineering di Torino, usando il Bim

È stato consegnato oggi a Expo Milano il primo padiglione, quello di Vanke (fotogallery ), multinazionale cinese leader nel real estate. Disegnato da Daniel Libeskind, è stato realizzato al 100% dalla italiana Bodino Engineering di Torino. «Ne siamo orgogliosi - ha detto il project manager, Riccardo Fossati alla cerimonia di consegna, presente il presidente di Vanke, Wang Shi -. Dal punto di vista ingegneristico era di una difficoltà unica. Libeskind lo ha concepito come una grande scultura, abbiamo dovuto produrre pezzo per pezzo».

Per concepire il Padiglione, Libeskind si è ispirato a Huan Shan, la Montagna Sacra della Cina. L'ha stilizzata e riprodotta in una struttura ricoperta da 4.200 piastrelle rosse, in grado di cambiare sfumatura e colore a seconda della luce. L'effetto visivo è quello di una copertura
"a scaglie" che ricordano le squame di un serpente.

«Abbiamo cominciato i lavori a giugno e siamo riusciti a concludere il lavoro in dieci mesi - ha spiegato Fossati -. È un record di cui siamo fieri, anche perché i problemi realizzativi sono stati molteplici. Basti pensare che in tutto l'edificio non vi è una sola linea diritta».

L'edificio-scultura ha richiesto la realizzazione di una serie di pezzi unici che andavano di volta in volta assemblati. «Ogni pezzo è stato pensato e ingegnerizzato 'ad hoc', e non credo che fuori dall'Italia vi siano molte manovalanze in grado di farlo2 ha sottolineato Fossati, precisando che al progetto hanno lavorato 15 architetti, di cui quattro specialisti in modellazioni in 3D. A completare il lavoro ci hanno poi pensato 30 persone rimaste in cantiere con doppi turni per nove mesi, inclusi i giorni festivi.

I materiali utilizzati per la "Montagna Sacra" di Libeskind sono stati, oltre alle 4.200 piastrelle in 'gress' (particolare tipo di ceramica, prodotta in questo caso a Sassuolo), 8mila metri lineari di bambù, 140 tonnellate di ferro, 800 metri quadrati di una particolare resina cementizia.
«L'edificio è ecosostenibile ed è dotato di una vasca d'acqua di 180 metri quadri - ha precisato Fossati - sulla quale è stato pensato un percorso speciale, per esprimere la cultura del cibo della Cina. Dal punto di vista realizzativo è stato un impegno importante, essere riusciti a consegnare l'edificio nei tempi previsti, e per primi a Expo, per noi è un motivo di vanto».


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