Progettazione e Architettura

Torino, Fuksas torna in pista per completare il grattacielo - Le foto: progetto e realtà a confronto

Maria Chiara Voci

Dopo le polemiche su costi e ritardi, dopo le dimissioni del responsabile del procedimento indagato per corruzione, la Regione Piemonte riaffida un nuovo incarico all'architetto

Nessun ritardo sui tempi e un pieno accordo sulle modifiche da apportare al grattacielo. Che diventerà la casa di tutti i piemontesi: un luogo aperto alla città, dove gli abitanti potranno ritrovare, anche negli arredi e nei materiali utilizzati, le peculiarità che raccontano la storia del territorio. E che, agli ultimi due piani, ospiterà un grande giardino, visibile da lontano e protetto da paratie in vetro, con gli alberi da frutta tipici delle campagne intorno a Torino.

Si è conclusa in un clima di sorrisi e distensione, la visita di Massimiliano Fuksas e del governatore del Piemonte, Sergio Chiamparino, alla nuova sede unica della Regione, che è in corso di costruzione nel capoluogo piemontese. Un giro in cantiere che arriva all'indomani delle dimissioni di Luigi Robino, responsabile del procedimento, coinvolto insieme all'ex direttrice del Patrimonio regionale, Maria Grazia Ferreri, nell'inchiesta per corruzione e turbativa d'asta nel cantiere della torre aperta dalla magistratura.

Sarà ora lo stesso Fuksas, che ha firmato il progetto, a riprendere in mano la direzione artistica del grattacielo (da cui era stato estromesso), con un compenso che non è ancora stato definito, ma che – come spiega lo stesso architetto - «sarà ridotto, perché il vero committente di questo meraviglioso grattacielo non è la Regione, ma sono tutti i cittadini».

Il palazzo, alto 220 metri per 80mila mq di superficie di pavimento, ha subito nel tempo una serie di varianti, che lo hanno allontanato dal disegno originale, eseguito peraltro più di dieci anni fa, quando la torre era ancora pensata non per l'area di Lingotto, ma per quella ex Materferro sulla Spina Due.

Il progetto, presentato in seguito a concorso internazionale indetto dalla Giunta di Enzo Ghigo (Forza Italia), è del 2001 e la localizzazione era l'area ex Materferro. Nel 2006-2007 (giunta Bresso, centro-sinistra) il progetto è stato spostato nell'area Avio. Solo nel 2011 (giunta Cota, centro-destra) sono stati aggiudicati i lavori a Coopsette per un importo di 202,3 milioni di euro, e il cantiere è iniziato il 30 novembre 2011.

«Il rammarico è che purtroppo, a causa delle varianti, si è perso molto sulle finiture – commenta Massimiliano Fuksas -. Ma credo si possa ancora lavorare per migliorare la situazione e per consegnare, nei tempi, un grande edificio, che stupirà per le soluzioni adottate, nei vuoti, nelle differenze di altezze e nelle suddivisioni degli spazi».

Il trasferimento dei primi dipendenti della Regione nel palazzo dell'area ex Avio è previsto per la fine del 2015. «Ciò che è accaduto in queste settimane – ha confermato lo stesso presidente Chiamparino – non ha compromesso i tempi di lavoro. Anzi. Grazie ad alcune idee, immaginate oggi insieme all'architetto Fuksas, trasformeremo gli ultimi due piani in una macchia verde con gli alberi da frutto, una casa del Piemonte, dove tutti i visitatori potranno ritrovare, in una chiave di contemporaneità e originalità, gli aspetti anche meno noti che caratterizzano il nostro territorio. Questo grattacielo, quando sarà inaugurato, dovrà essere il simbolo di una Regione che si sta rimettendo in moto e di un'Italia che riparte».

Toccherà all'assessore al Bilancio, Aldo Reschigna, nei prossimi giorni, mettere mano alla stesura di un accordo con lo studio di Fuksas, in cui saranno messi nero su bianco compensi aggiuntivi (la precedente parcella di Fuksas, finita sotto la lente della Corte dei Conti, era di 22,5 milioni mentre altri 500mila euro erano stati chiesti da Fuksas e non concessi dal Governo di Cota per la direzione artistica) ed eventuali rincari sul costo dell'opera, aggiudicata per i lavori a Coopsette al prezzo di 202,3 milioni.

«Si tratterà – spiega ancora Fuksas – di ritrovare l'uso di alcuni materiali, come il marmo delle Alpi o la pietra di luserna, per la hall di ingresso ed altri snodi cruciali del palazzo. L'edifico è stato pensato per ospitare, ogni dieci piani, una serie di giardini che hanno la funzione di luogo della distensione e del riposo per le persone che lavorano nella struttura. Giardini che dovranno essere portati a termine in modo fedele al progetto. Così come riprenderemo in mano la definizione dei colori diversi che dovranno contraddistinguere i piani, per differenziare gli uffici. In ultimo, ho chiesto la possibilità di realizzare non tutti, ma almeno alcuni bagni con i mosaici che erano stati da me disegnati».

Già venerdì, la Regione incontrerà inoltre il Comune di Torino per definire i tempi delle urbanizzazioni intorno al cantiere e la conclusione delle bonifiche. In attesa che terminino i cantieri per l'allungamento della linea del metrò Uno fino in piazza Bengasi, la città dovrà studiare una viabilità pubblica alternativa per raggiungere il palazzo, che «sarà collegato – conclude Fuksas – alla metropolitana da una passerella coperta, per riparare dalla pioggia e che, a sua volta, sarà coperta da moduli fotovoltaici a servizio della torre, già tecnologica in quanto a soluzioni sostenibili». Nelle prossime settimane, conclude Chiamparino: «sarà anche firmato l'accordo per la localizzazione sull'area Avio della futura Città della Salute».


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