Progettazione e Architettura

Pasticcio Crescent, il Comune di Salerno chiede i danni all'ex sindaco a De Luca

Giuseppe Latour

Il comune campano ha avuto l'ok alla richiesta di costituirsi parte civile nel processo che vede imputato l'ex sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca per presunte irregolarità nella fase di pianificazione e progettazione dell'opera

Il Comune di Salerno si schiera contro il suo storico sindaco, Vincenzo De Luca. L'amministrazione campana, infatti, ha appena ottenuto il via libera dei giudici alla sua richiesta di costituirsi parte civile nel processo che vede imputato proprio l'ex primo cittadino per le presunte irregolarità nella fase di pianificazione e progettazione del Crescent. La maxi struttura, progettata dall'architetto catalano Riccardo Bofill, pareva destinata a diventare l'elemento più caratterizzante del nuovo lungomare salernitano. Da anni, però, è al centro di contestazioni e denunce, più che di cantieri. Insieme al Comune, sono stati ammessi come parti civili nel processo anche il ministero dei Beni culturali, il comitato "No Crescent" e l'associazione Italia Nostra. Se le responsabilità dell'ex sindaco e degli altri imputati dovessero essere riconosciute, potrebbero chiedere un risarcimento per danni.

Nel mirino la variante del 2009
La lunga vicenda giudiziaria del cantiere, iniziata diversi anni fa, sta entrando così finalmente nel vivo. Tutto parte il 16 marzo del 2009, quando l'amministrazione campana adotta una variante al suo Piano urbanistico attuativo che consente di acquisire le aree demaniali sulle quali, poi, sarebbe stato realizzato il Crescent. Dopo anni di indagini e contestazioni di semplici cittadini e associazioni, e dopo che nel 2011 la procura aveva già inviato un primo avviso di garanzia a De Luca, a novembre del 2013 quel provvedimento viene ufficialmente messo sotto accusa. I carabinieri, infatti, notificano una trentina di avvisi di garanzia e sequestrano tutta l'area di cantiere. Vengono così chiamati a difendersi, oltre al sindaco, i componenti della giunta dell'epoca, dirigenti e funzionari.

La ricostruzione dei pubblici ministeri
L'ipotesi dei Pm è che tutti questi soggetti «consapevolmente e volontariamente» potrebbero aver aggirato le procedure tecniche con lo scopo di «accelerare i tempi di realizzazione dell'opera» e di «contenere i costi per i privati appaltatori». Nel mirino finisce anche l'autorizzazione che la Soprintendenza avrebbe concesso ad agosto del 2009, con gli uffici vuoti, senza la possibilità di effettuare analisi tecniche più approfondite. Per tutti le contestazioni vanno dall'abuso d'ufficio al falso ideologico, passando per la lottizzazione abusiva e diversi reati di natura ambientale.

L'avvio del processo
A ottobre del 2014 tutte quelle accuse vengono formalizzate dalla procura di Salerno e arriva la richiesta di rinvio a giudizio da parte dei pubblici ministeri per Vincenzo De Luca e per altre 21 persone. Passa circa un mese e il giudice dell'udienza preliminare decide di firmare il decreto che dispone il giudizio per la vicenda: a dicembre scorso, così, inizia il dibattimento che dovrà vagliare nel merito e in maniera approfondita tutta la questione. E si tratta di un passaggio strategico per il futuro della città: il Crescent è una struttura alta 28 metri e lunga quasi 300, che delimita la nuova piazza della Liberta. Ai piedi del centro storico di Salerno e a pochi metri dal mare, dovrebbe essere il tratto più caratterizzante del nuovo waterfront. Vale oltre cento milioni di euro e, una volta terminato, dovrebbe ospitare negozi, parcheggi, appartamenti. La prossima udienza è fissata per il 5 marzo.

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