Progettazione e Architettura

Torino, la riqualificazione del Collegio Einaudi firmata Luca Moretto in lizza per il Leed

Maria Chiara Voci

Trasparenza, colore e ambienti controllati con sistema Bms (Building Management System) per il nuovo progetto firmato dall'architetto torinese

Per ricordare l'antica destinazione del palazzo, che ospitava nel Settecento i magazzini reali del grano, l'insegna sul muro esterno dell'edificio è stata montata su una pannellatura in alucobond serigrafato, che riporta nella texture il motivo di un campo di spighe su sfondo giallo, in abbinamento ai nuovi colori della facciata.
Dopo una prima riconversione in caserma e la successiva trasformazione, post Seconda Guerra Mondiale, in una residenza universitaria, il Collegio Po - Einaudi di via Maria Vittoria, a Torino, rilancia la sua vocazione di accoglienza per gli studenti. Grazie a un profondo restyling, che fa dell'edificio un pioniere (nella sua categoria) della certificazione Leed, rilasciata in Italia dal Green Building Council.
A firmare il recupero hi-tech della struttura (il cantiere è giunto al traguardo a fine 2014) è l'architetto Luca Moretto, già autore del restyling di altre due case per studenti a Torino, alle spalle un importante curriculum nel campo delle strutture per la formazione (e non solo), dal campus informatico di Milano con Icis alle aule del Piero della Francesca a Torino, dalla nuova sede dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Lodi al primo premio nel concorso per la Facoltà di Giurisprudenza di Alessandria.

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«La sfida, con il collegio Po – racconta il progettista – era innanzitutto creare uno spazio che fosse percepito come una vera e propria casa dagli studenti. Un luogo accogliente, capace di accompagnare i ragazzi nel "futuro", "rassicurandoli" e facendo loro sentire meno la distanza dalla famiglia. Un obiettivo che è stato raggiunto. Se in precedenza, i corridoi di ogni piano erano utilizzati come luoghi di passaggio, esterni al "nido" rappresentato dalle singole stanze, oggi chi passa la sera fra i piani, può notare che quegli stessi corridoi sono popolati di oggetti, lasciati dai ragazzi che vivono la dimensione della struttura come un grande alloggio con tante camere».
Il restauro è stato importante: la struttura portante del fabbricato è stata consolidata, l'involucro murario è stato "cappottato", i serramenti sono stati sostituiti, la copertura è stata rifatta, recuperando il sottotetto per camere ed uffici. Gli impianti sono stati completamente rinnovati con l'integrazione di un sistema a pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria, di pannelli fotovoltaici per l'energia elettrica e di un sistema geotermico che consente lo sfruttamento dell'acqua di falda per il riscaldamento ed il raffrescamento dell'edificio. Tutti gli ambienti sono stati cablati e sono controllati da un sistema di supervisione BMS (Building Management System): gli accessi alla struttura avvengono per mezzo di badge, utilizzati anche per attivare l'illuminazione delle camere.

«Per ciò che riguarda gli aspetti più architettonici – prosegue Moretto –, è centrale la duplice attenzione posta alla trasparenza, da una parte, e al colore, dall'altra. L'ingresso, al piano terra, si presenta come un grande atrio, caratterizzato da una continuità visiva fra un ambiente e l'altro, grazie all'uso del vetro per i divisori, compreso quello curvo e di fabbricazione spagnola, che racchiude in un cilindro la reception. Così anche ai piani, le cucine e le sale studio sono trasparenti. Il colore serve, al contrario, a caratterizzare i piani, in un'ampia gamma che richiama il linguaggio già adottato per le altre residenze Einaudi e va dall'infrarosso del piano seminterrato, qui interpretato come un rosso barolo, in omaggio al vino del Piemonte, sino all'ultravioletto del sottotetto, passando per il rosso, l'arancione, il giallo, il verde ed il blu, secondo lo spettro delle diverse gradazioni cromatiche». Il colore di riferimento dei piani si ripete su alcune pareti delle camere, negli spazi comuni, sui laminati delle porte e dei mobili, su alcune piastrelle dei rivestimenti dei bagni, sulle resine a pavimento dei ballatoi e sui parapetti. «Tra i materiali impiegati per comunicare – prosegue Moretto – c'è l'acciaio inox, con il quale sono realizzate in esterno la scritta-logo collegio, sulla texture di grano, e all'interno la grande scritta Biblioteca, che accompagna la scala interna della biblioteca fra il piano rialzato, dedicato alla lettura, e i depositi dei libri del seminterrato».

La certificazione Leed, attesa per la struttura, deriva non solo dalle importanti scelte impiantistiche, ma anche dalla posizione dell'edificio, centrale rispetto ai servizi della città, oltre che da una serie di accorgimenti, che vanno dall'uso di serramenti con profili a taglio termico e vetri a doppia camera al rifacimento della copertura con elevata riflessione solare, fino all'utilizzo di materiali basso emissivi o con contenuto di riciclato e all'uso dell'illuminazione sia naturale che artificiale, con diversi accorgimenti che danno diversi tipi di profondità all'ambiente a seconda dell'uso immaginato.


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