Progettazione e Architettura

La casa più bella del mondo? È a Torino e l'ha disegnata un italiano

Maria Chiara Voci

Un condominio ipertecnologico ricavato dalla ristrutturazione in un palazzo storico della città, firmata dall'architetto Luca Petrone del gruppo Building

È stato l'unico progetto italiano selezionato fra i finalisti del concorso Building of The Year, promosso dal prestigioso sito ArchDaily. Ha vinto il primo premio nella categoria Refurbishment, come «la casa più bella del mondo». Sbaragliando la concorrenza di oltre 3mila progetti, selezionati non solo in Europa, ma in tutto il globo dal Cile al Vietnam, all'Australia e firmati anche da archistar di fama internazionale, da Renzo Piano a Jean Nouvel, ad Álvaro Siza e Kengo Kuma.

È The Number 6, tecnologico condominio ricavato in centro a Torino negli spazi dello storico Palazzo Valperga Galleani, recuperato dal gruppo torinese Building della famiglia Boffa su un progetto firmato da Luca Petrone. L'immobile è arrivato fra i cinque finalisti della sezione dedicata al restauro grazie ai voti, numerosi, dei lettori di ArchDaily.

Il palazzo barocco, in tutto 6.500 metri quadrati con sede in via Alfieri 6, a due passi da piazza San Carlo, è stato realizzato nel 1663 da Maurizio Valperga e ampliato nel 1781 da Michele Luigi Barberis, subendo nel tempo profonde trasformazioni sia nella forma che nella destinazione d'uso. Grazie al recupero, nell'immobile sono stati ricavati 36 appartamenti di alta gamma, 36 box auto interrati, una moderna Beraty &Spa a servizio dei condomini con sauna, bagno turco e doccia emozionale e una palestra attrezzata con Technogym. Sull'affaccio verso strada, sono anche stati ricavati spazi commerciali, mentre i cortili interni sono stati trasformati in vere e proprie opere d'arte luminose, attraverso l'installazione permanente di elementi scultorei e ambientazioni curate dall'artista Richi Ferrero.

«Il recupero – spiega la Building – ha puntato a dare al palazzo, conservato nei suoi aspetti storici, più chiavi di lettura. Dall'architettura all'arte, dalla funzionalità al benessere». L'operazione di restauro ha richiesto una peculiare attenzione alla conservazione degli ambienti tutelati: l'ingresso aulico con le sue volte decorate, le facciate su via XX Settembre e via Alfieri, il piano nobile. Per portare il comfort ai massimi livelli, aumentare la sicurezza e ridurre i costi di gestione aumentandone l'efficienza energetica, il palazzo è stato dotato della più moderna tecnologia domotica: distribuzione dell'acqua, dell'elettricità, del segnale televisivo/satellitare, riscaldamento e condizionamento, sicurezza, contatti col personale e prenotazioni del centro benessere sono totalmente gestiti e coordinati attraverso una rete di comunicazione informatica interna.

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