Progettazione e Architettura

Simest entra nel capitale di Proger: nel mirino le grandi opere nei paesi del Golfo

Mauro Salerno

La società di Cassa depositi e prestiti aumenta di sei milioni il capitale acquisendo una partecipazione del 27,4%. Obiettivo: supportare le attività all'estero da cui la società di engineering abruzzese ottiene già 85% del fatturato (94 milioni nel 2014)

Proger trova un partner di peso per rafforzare la presenza all'estero. La società di ingegneria abruzzese, con base anche a Roma, aumenta il capitale di sei milioni grazie all'ingresso di Simest, che ottiene così una partecipazione del 27,4%.

L'ingresso nel capitale della società del gruppo di Cassa depositi e prestiti, chiamata a supportare per statuto le attività all'estero delle aziende italiane, oltre a consolidare l'assetto patrimoniale consentirà a Proger di rafforzare la capacità di penetrazione e radicamento nei mercati esteri su cui ha già fondato le proprie strategie di sviluppo. Già oggi la società - che ha chiuso il 2014 con un fatturato di 94 milioni contro i 91 del 2013 e i circa 45 del 2012 - ottiene l'85% dei propri ricavi da attività conquistate oltre confine: Arabia Saudita, Congo, Algeria, Kazhakhstan e Russia in particolare. Gli ordini in portafoglio sono circa 500 milioni, destinati ad aumentare nelle intenzioni del management e della proprietà (in parte coincidenti) dell'engineering.

«Siamo andati negli Emirati nel 2005 - spiega l'amministratore delegato Umberto Sgambati - seguendo la scia delle big company dell'oil & gas. Abbiamo puntato sulla nostra capacità di esprimere ingegneria, generale non semplicemente specializzata, per radicare la nostra presenza». Al momento Proger ha in ballo progetti che danno lavoro a oltre mille addetti in Arabia. «Il nostro mercato più importante - dice Sgambati -: dove lo Stato ha investito in oltre mille "megaprject" da oltre 200 milioni ciascuno».

Simest da qualche anno ha cominciato a sostenere le attività delle società italiane con radicamento all'estero, superando i paletti che le imponevano di supportare solo progetti oltreconfine. E ha deciso di investire su Proger in qualità di «rompitratta». «Il fatto di essere presente in mercati emergenti e dal prevedibile forte sviluppo futuro come i Paesi del Golfo - ha sottolineato l'amministratore delegato di Simest Massimo D'Aiuto - fa di Proger una leva cui potranno appoggiarsi altre società interessate a trovare sbocchi all'estero».

D'Aiuto non nasconde che nel mirino ci sono anche gli investimenti messi in campo dal Qatar, che nel 2022 ospiterà i mondiali di calcio. «Doha è al centro di un progetto di trasformazione più potente di quello conosciuto da Dubai negli anni scorsi - dice -. E ovviamente non ci sono solo gli stadi. Doha aspira al ruolo di capitale del turismo e degli affari di tutta l'area». L'altro obiettivo è quello di sostenere anche finanziariamente la creazioni di partnership con altre società di engineering «per creare una grande compagnia dell'ingegneria italiana che per dimensioni possa competere con le più importanti società internazionali del settore». Con Simest, peraltro, Proger trova un partner capace di metterla al riparo dai rischi che a volte comporta uno sviluppo troppo repentino.

La partecipazione di Simest in Proger non ha una scadenza definita, ma è comunque considerata a tempo. «Negli investimenti sui progetti nei Paesi extra Ue - aggiunge D'Aiuto - abbiamo un tempo limite di 8 anni. In Italia non ci sono vincoli, a parte i patti parasociali rinnovabili ogni cinque anni». Per Proger la partnership di Simest non ha un valore di tipo finanziario-patrimoniale, ma non solo. «È un capitale di credito - rimarcano l'Ad Sgambati e il presidente Claudio Recchi -. Avere al nostro fianco una società che in qualche modo rappresenta il governo italiano è un grande patrimonio di credibilità nei confronti dei committenti, anche rispetto ai nostri concorrenti».


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