Progettazione e Architettura

Piano: la città rinasce in periferia. Demolizioni e ricostruzioni «mirate»

MIla Fiordalisi

Il manifesto dell'architetto ligure illustrato nel convegno Italcementi a Bergamo. Cucinella: per migliorare un quartiere bastano pochi interventi, non grandi progetti calati dall'alto

È sulla rigenerazione delle periferie che si costruirà il nuovo Rinascimento italiano. Questo in sintesi il messaggio del "manifesto" che Renzo Piano ha illustrato in anteprima, attraverso un video, in occasione dell'annuale convegno della Fondazione Italcementi che a Bergamo ha visto protagonisti oltre ai vertici dell'azienda, architetti ed esperti in un confronto mirato a porre le basi della "strategia" che il Paese dovrà fare propria se vorrà uscire dalla morsa della crisi che continua ad attanagliare il comparto delle costruzioni ma soprattutto a dare rinnovata linfa al settore in chiave di sviluppo.

Senatore a vita, l'architetto Renzo Piano scommette sul concetto di «rammendo e rigenerazione urbana», una strategia votata a un intervento mirato sulle periferie che veda coinvolti i cittadini in chiave di «inclusione». Un manifesto che sta alla base anche del progetto Rifo promosso da Italcementi e realizzato dall'Università di Bergamo con il coordinamento dalla professoressa Emanuela Casti, che in un video ha spiegato il percorso di ricerca che già portato avanti in alcune città lombarde fra cui Bergamo. In dettaglio, l'iniziativa mira alla demolizione di caseggiati obsoleti da sostituire con edifici a base di nuovi materiali e tecnologie ecosostenibili.

Da parte sua l'archistar ha deciso di dare un contributo concreto alla messa in opera del piano devolvendo il suo emolumento in qualità di senatore a favore di alcuni gruppi di lavoro incaricati di studiare le periferie italiane che faranno da "pilota" all'iniziativa. Il G124 , ossia il team che fa da capofila ai vari gruppi di lavoro in campo, vede protagonisti collaboratori e allievi dell'archistar in qualità di tutor in modo da mandare avanti il progetto. Fra i tutor del progetto G124 anche l'architetto Mario Cucinella che con il suo gruppo di lavoro è impegnato sull'area urbana di Catania e in particolare sul quartiere di Librino. «A volte – ha detto – per migliorare la vita di un quartiere può bastare una nuova biblioteca, un giardino curato, un percorso pedonale tra una scuola e una palestra. Non interventi dall'alto, da archistar, ma soluzioni che migliorano la vita quotidiana e favoriscono l'incontro tra le persone».

«Le nostre città e il nostro territorio hanno bisogno di grandi interventi di riqualificazione – ha sottolineato Giampiero Pesenti, presidente di Italcementi -. In molte parti del mondo e dell'Europa, pensiamo a Marsiglia, Berlino, Londra, zone vecchie e degradate dei centri abitati hanno lasciato il posto a quartieri più sostenibili, più belli, più vivibili, contribuendo alla rinascita economica e sociale di intere città. È quello di cui anche il nostro Paese oggi ha grande bisogno. Oggi l'innovazione nel campo dei materiali e delle tecnologie ci mette a disposizione soluzioni impensabili in passato ed è nostro dovere far sì che queste conquiste siano a disposizione di tutti».

Fra le esperienze da cui prendere esempio, quelle evidenziate dall'economista Francesco Daveri, che ha acceso i riflettori in particolare sul quartiere Harlem a New York dove la politica degli immobili in affitto a categorie "in transizione" (come studenti o immigrati) è stata sostituita da un piano a favore delle case di proprietà per creare anche senso di appartenza, permettendo la rigenerazione. Daveri ha anche auspicato «un sistema d'incentivi per spingere i migliori professori a lasciare i quartieri centrali per quelli periferici».

Aldo Mazzocco (ceo di Beni Stabili Siiq spa e Presidente di Assoimmobiliare) ha illustrato due esempi concreti del concetto del riuso: la rigenerazione sostenibile del complesso Torri Garibaldi in area Porta Nuova a Milano, recentemente ultimata, e il progetto Symbiosis, che andrà a ricucire il territorio urbano in area Porta Romana, sempre a Milano, in adiacenza con il nuovo Museo della Fondazione Prada e con l'area dismessa dell'ex scalo ferroviario.

Le conclusioni dei lavori sono state affidate al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, che ha delineato l'azione politico-istituzionale del Governo, volta a creare le condizioni necessarie per sostenere lo sviluppo del Paese.


© RIPRODUZIONE RISERVATA