Progettazione e Architettura

Effetto mimetico grazie a una cortina di prismi in vetro e acciao

Francesca Oddo

L'opera è il frutto di un concorso privato lanciato dalla società che opera nell'hi-tech. La struttura è stata realizzata all'interno del Tecnopolo di Roma

Dopo poco più di due anni di cantiere ha aperto i battenti il nuovo quartier generale romano di Intecs, azienda italiana impegnata nella progettazione e nello sviluppo di sistemi elettronici high-tech per i mercati spazio, difesa, trasporti e telecomunicazioni. Opera di modostudio e Sofia Cattinari, la nuova sede è frutto di un concorso di progettazione a inviti bandito dall'azienda nel 2009: ottenuto il permesso di costruire a metà del 2011, individuata l'impresa di costruzioni in Cogei Costruzioni di Bologna (alla quale è poi subentrata Cami di Roma), i cantieri hanno avuto inizio nella primavera del 2012. Adesso il progetto, con quattro piani fuori terra e uno interrato per il parcheggio, è realtà e si presenta come un significativo elemento di qualità architettonica all'interno del Tecnopolo Tiburtino, una zona di circa 70 ettari ideata con l'obiettivo di realizzare aree organizzate capaci di attrarre iniziative imprenditoriali ad alto contenuto tecnologico.

Costato 5 milioni e mezzo di euro (poco meno del costo stimato all'inizio dei cantieri) e con una superficie di 3 mila e 500 metri quadrati, l'edificio fornisce all'azienda un biglietto da visita improntato sui concetti di dinamicità e interazione con il paesaggio urbano circostante. Dalla scala urbana a quella architettonica, la struttura appare infatti coinvolta da un linguaggio a spirale che la rende costantemente mossa, articolata, viva: «La collocazione sull'anello viario che circonda la collina permette di ammirare l'edificio in movimento, cogliendone il suo intrinseco senso rotazionale – spiegano i progettisti-. La rotazione graduale di ogni pannello in acciaio della facciata sul proprio asse conferisce un ulteriore senso di dinamicità». Quest'ultima è accentuata dalle differenti profondità dei pannelli in funzione della loro posizione così come dal trattamento delle facciate, percorse da una fascia obliqua di pannelli di vetro trasparenti che incorniciano i collegamenti verticali, pensati come una promenade di esplorazione delle molteplici visuali verso l'interno e verso l'esterno.

L'altra caratteristica forte del progetto è il rapporto che questo stabilisce con il paesaggio. L'uso dei pannelli di vetro trasparente gioca a favore di questa posizione, così come la presenza di ambienti di lavoro costantemente aperti sull'esterno. «Grazie alla particolare facciata, costituita da un'alternanza di pannelli in acciaio riflettente e pannelli di vetro, l'edificio sembra smaterializzarsi, mimetizzandosi con l'ambiente circostante», continua il team.
La volontà di legare il nuovo quartier generale al contesto, che sia quello paesaggistico o che sia quello urbano, è costante: la città e il verde circondano l'edificio, si rispecchiano su di esso, lo permeano attraverso le sue trasparenze, creando un rapporto di interazione serrato. La struttura diventa in questo modo tassello pulsante del territorio nel quale si inserisce. E se in molti edifici italiani per l'industria e il terziario il rapporto con l'esterno si esaurisce nella composizione delle facciate, questo non accade in Intecs, dove anche gli interni - oltre ad avere un impianto libero, intelligente e flessibile - sono pensati per raccogliere i benefici del dialogo con l'ambiente: lo dimostra, fra le altre cose, la corte centrale destinata a catalizzare la luce naturale fino al piano terra.

Gli uffici si distribuiscono lungo i lati dei quattro piani fuori terra, alternandosi con le sale riunioni. La composizione interna degli spazi e la sua distribuzione verticale, che comprende ascensori e scale contrapposti, permette una suddivisione in due unità autonome, con accessi e hall direttamente affacciati sull'esterno.

L'edificio, classe A nella certificazione Casaclima, dispone di sistemi a pompa di calore tipo VRV integrati a sistemi di ventilazione meccanica controllata associata a recuperatori di energia ad alto rendimento. Il fabbisogno energetico dell'edificio è soddisfatto in parte dall'utilizzo di fonti rinnovabili quali collettori solari termici e pannelli fotovoltaici posti in copertura.


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