Progettazione e Architettura

Gestione separata Inarcassa, per Lavoro ed Economia «trasferimento solo con oneri sostenibili»

Mariagrazia Barletta

La risposta dei dicasteri alla richiesta della creazione di una gestione bis avanzata dai consigli nazionali di architetti e ingegneri

Verificare gli oneri connessi al trasferimento di iscritti dalla gestione separata dell'Inps a Inarcassa «in un'ottica di stabilità dei saldi di finanza pubblica». È questo, secondo il ministero del Lavoro, il maggior ostacolo alla creazione di una gestione «bis» interna ad Inarcassa, riservata ad architetti e ingegneri che non svolgono la libera professione in via esclusiva.
A settembre l'Inarcassa e i Consigli nazionali degli ingegneri e degli architetti avevano scritto ai ministeri del Lavoro e dell'Economia per tastare il terreno in vista di un'eventuale costituzione di una gestione separata interna ad Inarcassa (clicca qui ) in cui far confluire architetti e ingegneri che oltre ad esercitare la libera professione sono anche titolari di un rapporto di lavoro subordinato. Si tratta di quei professionisti soggetti ad altre forme di previdenza obbligatoria che versano i contributi alla gestione separata Inps per la parte riguardante l'attività libero-professionale e ad Inarcassa corrispondono, in via solidaristica, il contributo integrativo pari al 4 per cento del volume d'affari professionale.
La risposta del ministero del Lavoro, elaborata di concerto con il ministero dell'Economia, è arrivata (clicca qui ) e con essa vengono individuati gli ostacoli alla costituzione della gestione «bis». È necessario cambiare l'articolo 7 dello statuto della Cassa per ingegneri e architetti, nella parte in cui impedisce l'iscrizione a quei professionisti che versano contributi ad altre forme di previdenza obbligatorie. Si tratta di una disposizione che recepisce «pedissequamente», dice il ministero del Lavoro, quanto disposto dalla legge (legge 1046 del 1971).

C'è poi bisogno di modificare le norme di rango primario come già avvenuto di recente con l'istituzione dell'Enpapi, la Cassa di previdenza della professione infermieristica. Serve una legge che, come sottolinea Inarcassa in una seconda lettera inviata nuovamente ai ministeri, nel rispetto dei principi di autonomia delle casse private (art. 2 del DLgs 509/1994), indichi la disciplina applicabile alla costituzione della gestione separata.
Ma, prima di avviare modifiche alla normativa vigente e allo statuto di Inarcassa, secondo i ministeri competenti, c'è un'operazione preliminare da compiere: verificare gli oneri legati al trasferimento dei 36mila architetti e ingegneri iscritti alla gestione separata dell'Inps in relazione alla stabilità dei saldi di finanza pubblica. «In un'ottica di stabilità di finanza pubblica - scrive il ministero del Lavoro – il vaglio di un'eventuale modifica delle vigenti disposizioni di rango primario e, poi, di quelle statutarie richiederebbe, comunque, una preliminare verifica degli oneri connessi al trasferimento delle posizioni contributive, considerando che la platea contributiva ascrivibile alla gestione separata Inarcassa non si configurerebbe come una nuova categoria di professionisti, in quanto già iscritta presso la gestione separata dell'Inps».
In merito alla stabilità dei saldi di finanza pubblica, l'Inarcassa, nella seconda lettera inviata ai ministeri, ha fatto sapere di aver preso contatti con l'Inps. Come già aveva anticipato il presidente di Inarcassa Paola Muratorio, intervistata ad ottobre, bisognerà valutare se effettivamente l'Inps sarà disponibile a cedere una fetta dei suoi iscritti. Nella stessa lettera la Cassa si dimostra disponibile alla modifica del suo statuto e prende atto della necessità di modifica delle leggi vigenti.


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