Progettazione e Architettura

I giudici di Parigi bocciano il megaprogetto firmato Sanaa: «Pugno in un occhio»

Mau.S.

Fermata la riqualificazione dei magazzini La Samaritaine che il magnate del lusso Bernard Arnault vuole trasformare in un polo da 460 milioni di euro

Guerra legale in Francia a difesa dello skyline di Parigi: una corte d'appello ha bloccato i lavori di ristrutturazione di una delle icone della capitale francese, i magazzini La Samaritaine, sostenendo che la loro nuova veste contemporanea disegnata allo studio giapponese Sanaa, premiato nel 2010 con il Premiuo Prizker (considerato il Nobel dell'architettura) contrasterebbe con gli edifici storici della zona. Il palazzo, sulla riva destra della Senna, ha chiuso i battenti nel 2005 ed era in attesa di un'ampia operazione di maquillage da parte della proprietà, il gruppo del lusso Lvmh di Bernard Arnault, che ha già annunciato appello contro la decisione al Consiglio di Stato. Il progetto di Lvmh era di trasformare il complesso, che comprende il palazzo principale e altre tre proprietà adiacenti, in un hotel a cinque stelle, uffici, negozi e appartamenti, per un investimento complessivo di 460 milioni di euro.

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Il tentativo di unire il patrimonio Art Deco e Art Nouveau, restaurato, con elementi di architettura contemporanea è stato visto però come un pugno in un occhio nel panorama cittadino da alcuni
gruppi che si battono per la conservazione dell'eredità francese, spingendoli a denunciare i piani alla magistratura. Nel maggio 2014, una corte ha revocato uno dei permessi di ristrutturazione, sostenendo che la facciata in vetro ideata da Sanaa (formato da Ryue Nishizawa e Kazuyo Sejima, quest'ultima direttrice della Biennale di Architettura di Venezia del 2010) si sarebbe «scontrata» con lo scenario circostante. La decisione è stata confermata dal tribunale, convinto che il nuovo edificio «non è conforme con l'obbligo di rendere la costruzione pianificata adeguata all'ambiente vicino».

La Samaritaine ha avuto il suo momento d'oro negli anni '30 del '900 per poi conoscere il declino nell'ultimo trentennio: a mettere la prima pietra era stato nel 1870 un venditore di nome Ernest Cognacq che aveva aperto un piccolo negozio sulla riva destra della Senna, chiamandolo La Samaritaine. Da quella bottega iniziale, l'edificio via via crebbe fino a coprire 70mila metri quadrati e divenire uno dei simboli della città. Ma i grandi magazzini con il passare dei decenni non sono riusciti a sopravvivere all'accumulo di perdite e nel 2001 sono stati acquistati dal gruppo di Arnault, che però si é visto costretto a chiuderli dopo che un rapporto della polizia gli ingiungeva di fare urgenti lavori di ristrutturazione per rimpiazzare l'antiquato sistema elettrico, il sistema anti-fumo e i pavimenti in legno. Era così stato lanciato un ambizioso piano di rinnovamento, ma l'iniziale riapertura, prevista per il 2013, era slittata fino ad almeno al 2016, e ora a data da destinarsi.


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