Progettazione e Architettura

Geometri, tengono i redditi 2014 nonostante la crisi dei cantieri

Giuseppe Latour

Reddito medio a 22.612 euro (-0,46%). Il presidente Savoncelli: paga l'impegno su certificazione energetica, sicurezza e mediazione civile

I redditi dei geometri nel 2014 restano stabili. È l'elemento più rilevante che emerge da un'indagine condotta da Geoweb, società controllata dal Cng e partecipata da Sogei. Con il mercato della progettazione in crisi, restano in piedi i professionisti abituati a misurarsi con attività limitrofe a quelle più classiche: certificazione energetica, acustica, gestione della sicurezza. Così, a sorpresa, accade che le ultime dichiarazioni dei redditi dei geometri restituiscano la fotografia di una categoria in grado di resistere alle difficoltà: il loro fatturato è calato appena dello 0,46% mentre il reddito netto dello 0,73 per cento. «Nelle attività collegate all'edilizia siamo tradizionalmente più dinamici», spiega così questi numeri Maurizio Savoncelli, presidente del Consiglio nazionale dei geometri. «Investiamo ormai da anni su materie nuove, come la sicurezza nei cantieri, la certificazione energetica, l'acustica, la mediazione. Negli ultimi anni, per fare un esempio, abbiamo abilitato oltre 10mila coordinatori per la sicurezza».

La tenuta dei ricavi, in sostanza, va collegata a una mutazione in atto. La ricerca evidenza, infatti, come stia sparendo la figura del geometra generalista, a favore di una maggiore specializzazione. Stanno, allora, dimagrendo gli ambiti lavorativi più classici, mentre in alcune aree le opportunità tendono ad aumentare. Anche se c'è un lato negativo della medaglia: questi processi incidono anche sulle parcelle, causando una guerra al ribasso, in particolare tra i più giovani.L'analisi è il risultato di una serie di interviste condotte in sei città diverse (Roma, Milano, Napoli, Torino, Bergamo e Savona), con l'obiettivo di tracciare un profilo aggiornato della figura del geometra. E prova anche ad andare oltre i numeri. A partire dalle possibili evoluzioni della professione. «Bisogna iniziare a gestire imprenditorialmente la propria attività – racconta Francesco Gerbino, ad di Geoweb -, acquisendo nuove competenze per sviluppare nuovi business e fidelizzare la clientela, gestendone efficacemente i rapporti». Queste necessità, in concreto, si declinano soprattutto nel campo della formazione.
«Vogliamo costruire una nuova figura di geometra – dice ancora Savoncelli – che rafforzi ulteriormente le competenze tradizionali di carattere economico e legale. Parlando di Pa, infine, nella ricerca arriva un affondo durissimo. Che riguarda in primo luogo la valanga di norme sotto la quale devono lavorare i professionisti. I continui aggiornamenti hanno l'effetto di aumentare il pericolo di interpretazione scorretta delle leggi. Nel campo dei procedimenti amministrativi, poi, c'è unparadosso: la diffusione delle banche dati e dei servizi fruibili per via telematica non aiuta i geometri nella loro vita quotidiana. La burocrazia, insomma, resta un mostro difficile da domare che, in qualche caso, fa addirittura temere per la trasparenza delle procedure. «L'unica strada percorribile – conclude il presidente Cng – è quella della sussidiarietà. La Pa deve farsi sostituire dai professionisti».


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