Progettazione e Architettura

Milano Citylife, gettata record di cemento per il grattacielo tortile di Zaha Hadid

Massimo Frontera

Il getto delle fondamenta ha richiesto un lavoro continuo in cantiere per poco meno di 50 ore. Per la maxi fondazione sono servite 750 betoniere. I 7.500 metri cubi di cemento si consolideranno in due mesi

Una nuova torre sta per modificare lo skyline di Milano. È il grattacielo tortile disegnato da Zaha Hadid, che nell'area di Citylife si affiancherà a quello già realizzato firmato da Arata Isozaki. Una tappa fondamentale dell'opera si è consumata lo scorso weekend con un intervento in cantiere di dimensioni fuori dall'ordinario. Nell'arco di poco più di due giorni di lavoro continuato in cantiere è stata infatti posata la gigantesca platea di fondazione, cioè la base che sorreggerà l'edificio. A spiegare l'intervento è il progettista strutturale dell'edificio, Mauro Giuliani, socio fondatore e direttore di Redesco progetti, la società di progettazione che nel 2009 si è aggiudicata la prestigiosa commessa.

«La platea di fondazione della torre Zaha Hadid è la più grande nell'ambito di Citylife e tra quelle di maggiori dimensioni realizzate in Italia - ricorda Giuliani -: misura 56,6 per 54,15 metri e ha uno spessore di 2 metri e mezzo. Sono stati utilizzati 7.500 metri cubi di calcestruzzo in un unico getto». Ingegnere, perché un solo getto? «È la soluzione migliore dal punto di vista strutturale perché deve funzionare come un elemento monolitico».

La gigantesca base, spiega Giuliani, è posta a 16 metri sotto il livello di campagna. E rappresenta a sua volta un "tetto" posto sui 64 pali di un metro e mezzo di diametro che affondano nel suolo per 36 metri. Una volta consolidata, sulla platea partirà la realizzazione degli elementi strutturali in dell'edificio, cioè la struttura centrale verticale e i pilastri tortili esterni che conferiranno alla torre la forma tortile immaginata da Hadid. L'edificio si alzerà per circa 186 metri a partire dalla platea, pari a circa 170 metri dal piano dalla quota della piazza al centro dei tre grattacieli di Citylife.

Il lavoro di posa - effettuato dall'impresa Cmb, aggiudicataria della realizzazione - ha richiesto un particolare coordinamento logistico per assicurare nell'arco di circa 50 ore un conferimento continuo di cemento che ha coinvolto una trentina di betoniere continuamente in viaggio (da 4 punti di approvvigionamento diversi esterni all città). In cantiere erano in funzione continua quattro pompe mobili che hanno riempito la gigantesca cassaforma, oltre a una pompa di riserva pronta per eventuali sostituzioni d'emergenza. In tutto, sono stati necessari 750 viaggi di betoniere.

Per il cemento è stata scelta una particolare miscela fornita da Holcim. «Il calcestruzzo - spiega Giuliani - doveva essere estremamente lavorabile e fluido, per poter riempire le zone fortemente armate della platea, con poca acqua e una presa molto lenta; si tratta di miscele speciali la cui messa a punto ha richiesto anche prove al vero». Giuliani ricorda infatti che è stato condotto un test su un prototipo di 4 metri per 8 per 2,5 metri per verificare la lavorabilità. «La cosa più importante è stata, ed è tuttora, controllare la temperatura del getto durante il consolidamento, evitando che la temperatura sviluppata durante il processo non si alzi troppo e non causi fessurazioni». Dopo il getto, spiega Giuliani, il cemento è stato protetto con appositi materassini anche per evitare la perdita di umidità con l'evaporazione. «Per la data - spiega sempre Giuliani - l'impresa esecutrice ha scelto il fine settimana, in modo da evitare complicazioni logistiche e limitare al minimo le interferenze con il traffico urbano al viavai delle betoniere». La particolare miscela scelta per la fondazione ha un tempo di consolidamento più che doppio rispetto al normale: 60 giorni.

Dopo la fondazione sarà la volta della struttura del grattacielo, anch'essa in cemento armato. La torre disegnata da Zaha Hadid prevede un nucleo centrale perfettamente verticale per alloggiare scale, ascensori e condotte per gli impianti. Al nucleo è affidato il compito di portare i solai e riequlibrare la torsione trasmessa dai pilastri perimetrali inclinati. La struttura centrale verrà realizzata con un cassero che avanza in modo automatico. Tutt'altro discorso, invece, per i pilastri, che partiranno con una inclinazione laterale che si riduce progressivamente man mano che si raggiunge l'altezza massima dell'edificio. «A regime - prevede Giuliani - il ritmo di produzione dovrebbe essere di un livello alla settimana». L'obiettivo di progetto è di realizzare l'intera struttura in cemento armato in 14 mesi e il completamento della torre (completa di finiture e impianti) in 26 mesi.

Nel caso dei pilastri perimetrali obliqui, la difficoltà da superare - oltre alla progettazione degli elementi - è stata quella di realizzare dei casseri ogni volta diversi. L'inclinazione rende infatti i pilastri elementi unici. La progettazione con modello tridimensionale ha facilitato il compito. «Dal punto di vista ingegneristico il progetto è stato particolarmente sfidante e ha richiesto di andare oltre il livello di una normale progettazione», riferisce Giuliani. «La variabilità geometrica dei vari elementi strutturali ha richiesto approcci nuovi al progetto, anche con la messa a punto di nuovi strumenti; ad esempio dovendo dare a chi produce l'armatura, la distinta di tutti i ferri che entrano nei pilastri, abbiamo scritto un software per restituire tutte le gabbie di armature, che sono una diversa dall'altra». «Il progetto esecutivo-costruttivo è gestito interamente con il Bim - riferisce sempre Giuliani -. Esiste un modello in Bim di tutto l'edificio. Anche il calcolo si è ovviamente basato su una modellazione tridimensionale completa». La fase di realizzazione in cantiere del progetto esecutivo gestito con il Bim è stata condotta dallo studio tecnico della Cmb.

Gallery 1 - Il render
Gallery 2 - Il cantiere
Gallery 3 - I disegni tecnici


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