Progettazione e Architettura

Architettura e concorsi, le battaglie di Sirica attuali a 5 anni dalla scomparsa

Marco Ambrosanio

Etica e progettazione nel ricordo del presidente del Consiglio nazionale degli architetti in un convegno a Sarno

La geometria politica di un architetto e le sue utopie possibili. A cinque anni dalla scomparsa di Raffaele Sirica, ex presidente del Consiglio nazionale degli architetti e del Comitato unitario delle professioni, gli amici e colleghi di tanti percorsi - culturali, politici e umani - hanno voluto ricordarlo, parlando di architettura nel senso di materia che regola e accompagna le trasformazioni in senso profondo e partecipativo. Il ricordo e i sentieri tracciati da Sirica sono ancora vivi, come è apparso chiaro durante il convegno promosso nei giorni scorsi a Sarno. L'iniziativa, voluta dal presidente Lions Club San Valentino Torio-SarnicaGens, Ciro Robustelli e dall'architetto Domenico Riccardo Mascolo, presidente del Centro studi architettura e cinema "Archinesis". Tante le personalità del mondo accademico, politico, degli ordini professionali, dell'architettura e del giornalismo che hanno voluto rendere omaggio alla memoria del presidente raccontando aneddoti, testimoniando emozioni condivise.

Il dibattito è stato coordinato giornalista Daniele Rotondo. Gli intervenuti hanno donato contributi legati soprattutto a ricordi personali con Raffaele, lasciando emergere aspetti in parte inediti della statura morale e intellettuale. A dare il benvenuto il Sindaco di Sarno, Giuseppe Canfora ed il primo cittadino di San Valentino Torio, Felice Luminiello. La parola poi all'amico di tante battaglie, Fabrizio Mangoni che ha raccontato della lucidissima visione strategica di Sirica e degli aspetti etici del suo fare politica. A seguire il professor Aldo Loris Rossi ha offerto spunti di riflessione sul tema della qualità dell'architettura, principio tanto caro a Sirica, e sulla necessità di rottamare l'edilizia del secondo dopoguerra, brutta ed inefficace dal punto di visto della sicurezza sismica. Gaetano Manfredi, rettore dell'università Federico II di Napoli, ha ricordato la straordinaria capacità del presidente nel riuscire, dovendo affrontare problematiche complesse, a far dialogare competenze provenienti da settori diversi. Si sono susseguiti i presidenti degli Ordini degli architetti della Provincia di Napoli, Salvatore Visone, di Salerno, Maria Gabriella Alfano, di Caserta, Domenico De Cristofaro e di Avellino Fulvio Fraternali, insieme con l'architetto Paolo Pisciotta - tutti concordi nel riconoscere all'ex presidente del Cna il ruolo di leader dall'elevato rigore morale e dal profondo senso di responsabilità istituzionale.

Ha partecipato al confronto anche Raffaele Indolfi - giornalista de "Il Mattino", ma soprattutto amico di Sirica, che ha sorpreso la platea parlando dell'ex presidente definendolo "un poeta". Con la sua testimonianza l'architetto Domenico Riccardo Mascolo, ha sottolineato la carica empatica e gli aspetti di estrema tolleranza di Sirica. Dopo l'architetto Michele Iervolino ha preso la parola l'ex ministro delle Aree urbane, Carmelo Conte, che ha avuto Sirica tra i suoi più stretti collaboratori, per tracciarne un profilo inedito ponendo l'accento sulla "sorprendente capacità di lasciar intravedere un'utopia come possibilità concreta".

Infine, testimonianze sono arrivate anche dagli ex allievi della "Federico II" di Napoli che, avendo incontrato Sirica come professore, ne hanno riconosciuto con gratitudine il ruolo di guida, di innamorato dell'architettura, scorrendo le tappe del percorso umano e della carriera istituzionale dell'ex presidente, anche attraverso le numerose iniziative da lui ideate e promosse, culminate con il successo internazionale riscosso con l'organizzazione e la realizzazione del XXIII Congresso Mondiale degli architetti a Torino nel 2008. Iniziative concrete e chiare indicazioni per una preziosa, quanto impegnativa, eredità che ha collocato l'architettura italiana al centro del dibattito internazionale negli anni dal 1997 al 2009.


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