Progettazione e Architettura

La casa che «morde» la montagna: a Brescia l'eco residenza firmata Botticini

Luigi Prestinenza Puglisi

Ampie vetrate, legno e rame per spazi aperti ma protetti per Alps Villa, il progetto con volumi ad altezza variabile e prestazioni energetiche in classe A+

Camillo Botticini è uno degli architetti italiani di maggior talento della generazione di mezzo, quella cioè che oggi oscilla intorno ai cinquanta anni. I suoi lavori sono caratterizzati da un approccio minimale che attinge alla tradizione razionalista italiana, anche se non priva di aperture, sia pure caute, alla tradizione organica. In questa casa unifamiliare, che ha realizzato recentemente sulle Alpi, si registra però una inversione. E' l'approccio paesaggistico e quindi organico a prevalere mentre la componente minimale gioca in seconda battuta, come capacità di controllo del progetto, per evitare che questo scada nell'oleografico, nel pastorale o, peggio ancora, nel folkloristico come sovente accade a taluna produzione neorganica.
La casa si dispone in una radura tra gli alberi a 700 metri di quota, in prossimità del «Passo del Cavallo», vicino ad una strada che connette Valtrompia e Valsabbia su un terreno in forte pendenza.
L'edificio è radicato al terreno. «Ho cercato di disegnare- racconta Botticini- una casa che sembra mordere la montagna e che la apre a sud, con uno sbalzo che la proietta verso la valle». A nord, una corte aperta verso il monte consente di guardare il profilo delle guglie dei monti. A sud una grande finestra strombata apre il soggiorno al paesaggio.
«E'- continua Botticini- una costruzione in cui convivono principi diversi quali la trasparenza e l'opacità, l'apertura e la chiusura, la domesticità e insieme il distacco, un aspetto atemporale e nello stesso tempo contemporaneo e, infine, armonia e tensione».

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La casa è caratterizzata da generose vetrate ma anche dall'uso di materiali naturali quali il legno e il rame ossidato che contribuiscono al felice inserimento ambientale.
L'impianto è leggermente irregolare a "C" con un patio sui quali si articolano tre corpi con altezza variabile: in certi punti infatti il volume svetta mentre in altri scompare integrandosi nel suolo.
Il primo corpo presenta tre camere rivolte verso il patio. Il secondo è caratterizzato da uno scavo che si apre a est verso la radura. A sud il terzo corpo con una altezza tra i 3,50 e 4,50 metri contiene il soggiorno che continua con la zona pranzo, nel corpo ad ovest a doppia altezza.
La parte più alta nel corpo ovest è caratterizzata da un soppalco sotto il quale si dispone la cucina che si apre verso il patio mentre sopra si trova uno spazio per lo studio.
La sensazione è di uno spazio integrato e fluido aperto verso l'esterno e simultaneamente
protetto. « Abbiamo puntato inoltre – ci racconta Botticini- a realizzare una casa ecologica nei materiali da costruzione e di isolamento, dotata di rivestimenti con pareti ventilate, ma soprattutto una casa sostenibile nell'equilibrio insediativo con il paesaggio».
A tal fine sono stati previsti un impianto geotermico, sistemi con pompa di calore, murature di adeguato spessore (65 cm.). La casa infatti è in classe A+, quindi con costi di riscaldamento ridotti e a inquinamento vicino allo zero.
All'interno i pavimenti sono in resina color sabbia, le pareti in cartongesso tinteggiato di bianco con i soffitti tagliati dalle luci ad incasso nell'innesto parete solaio, i parapetti di vetro. I serramenti di ferro verniciato esaltano la continuità dello spazio, favorendone l'integrazione al sito. Il patio è caratterizzato da un pavimento in legno di iroko. Insieme alle grandi vetrate, definisce uno spazio caratterizzato dalla presenza di un acero. Un albero che porta all'interno un frammento della natura circostante.


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