Lavori Pubblici

Anticorruzione, Cantone sposta al 2015 l'avvio dei controlli sugli ordini

Giuseppe Latour

Modificata la delibera 145/2014 che estende l'applicazione della legge Severino alle organizzazioni dei professionisti. Zambrano (Cni): norma pensata per altre realtà

Il termine perché gli ordini professionali applichino la legge Severino slitta dal 21 novembre prossimo al primo gennaio 2015. Lo ha deciso martedì pomeriggio il Consiglio dell'Autorità nazionale anticorruzione. Anche se, per adesso, non arrivano modifiche nel merito. Così Armando Zambrano, presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri chiede altri interventi:la delibera Anac n. 145/2014, che mette gli albi professionali sullo stesso piano di qualsiasi altro ente pubblico , va pesantemente rivista perché, nella sua formulazione attuale, non sarà mai applicabile.

«È una norma scritta per altre realtà», esordisce Zambrano. E fa un esempio concreto: «Le Regioni dopo un anno e mezzo non sono ancora riuscite ad adeguarsi alle sue regole, come possiamo farlo noi?». Il motivo è che le strutture degli ordini locali non sono in grado di rispettare norme così stringenti. «Non hanno dirigenti e spesso hanno strutture composte da un solo impiegato. Questi adempimenti sono troppo pesanti per loro».
Il riferimento è al «responsabile della prevenzione della corruzione«. E' un soggetto a cui spetta il compito di vigilare sul fatto che gli incarichi affidati dal proprio ente siano in linea con la legge Severino, contestando eventuali problemi e segnalando all'Anac tutti i casi di "possibile violazione". Non si tratta di un compito facile, dal momento che ci sono in ballo sanzioni piuttosto pesanti e che la griglia di controlli ai quali sottoporre i vertici degli ordini è molto lunga. Per il tramite del responsabile della prevenzione, poi, gli ordini dovranno anche mettere a punto un piano triennale di prevenzione della corruzione, il piano triennale della trasparenza e del codice di comportamento dei dipendenti.

«Ci chiedono di fare una gara con le Ferrari, quando noi abbiamo una 500», spiega il presidente Cni con una metafora. A preoccupare Zambrano ci sono anche le regole sulle incompatibilità. «Sia chiaro che noi siamo sempre stati un modello di trasparenza«, ci tiene a precisare. Anche se la legge n. 190/2012 proietta le professioni in un ginepraio di incroci vietati dal quale si rischia di uscire con le ossa rotte. Ci sono i divieti per coloro che hanno subito condanne per reati contro la pubblica amministrazione. Ma, soprattutto, c'è una fittissima ragnatela di incompatibilità. Gli incarichi di vertice negli ordini, per dirne una, diventeranno inconciliabili con la carica di consigliere di Regione, Provincia o Comune sopra i 15mila abitanti. Oppure, diventano vietati gli incroci tra i vertici degli enti e le loro società partecipate.

Allora, conclude Zambrano: «Questa normativa è stata scritta per altre tipologie di enti; con il momento che stiamo vivendo per noi è impossibile applicarla». In questo senso, la proroga dà la possibilità alle partite Iva di avviare una trattativa con l'Anac che andrà avanti fino alla fine dell'anno. «Ci sono regole che non possiamo rispettare e che eravamo convinti di non dover rispettare. Chiederemo una loro revisione».


© RIPRODUZIONE RISERVATA