Progettazione e Architettura

Prelievo extra alle casse di previdenza, ingegneri sulle barricate

Giuseppe Latour

Zambrano: decisione sconcertante e gravissima; è un'ulteriore incomprensibile penalizzazione del mondo delle professioni

L'aumento del prelievo sulle Casse dei professionisti è un colpo insostenibile per una categoria già martoriata. Per questo, gli ingegneri chiedono che l'esecutivo riveda, nel corso del passaggio parlamentare della legge di stabilità, la sua decisione di appesantire il carico fiscale dal 20 al 26 per cento. Lo dice il presidente del Cni, Armando Zambrano in una durissima nota.
La bozza di legge di stabilità prevede, infatti, l'aumento dal 20 al 26% del prelievo sul rendimento del patrimonio di tutte le casse private, compresa Inarcassa, la cassa di architetti e ingegneri. Una decisione che il Consiglio nazionale degli ingegneri, spiega il documento, «considera gravissima, una ulteriore incomprensibile penalizzazione del mondo delle professioni».

Si tratta "di una decisione sconcertante – afferma Armando Zambrano -. Inarcassa e le altre casse saranno costrette a rivedere i valori della sostenibilità, con probabili ripercussioni sulle quote di contribuzione degli associati. L'ennesimo colpo alla fin troppo martoriata categoria dei professionisti". L'Adepp, l'associazione che riunisce tutte le casse private, ha già indetto per i prossimi giorni una riunione straordinaria che affronterà l'argomento. Le prospettive di pensione per diverse categorie potrebbero cambiare radicalmente.

«Come se non bastasse – prosegue Zambrano - persiste nei confronti delle casse private l'insostenibile anomalia della doppia tassazione. Anche se non hanno scopo di lucro, ma compiti costituzionali atti a garantire il percepimento della pensione da parte dei liberi professionisti, subiscono sia la tassazione sul rendimento del patrimonio sia quella sull'erogazione delle pensioni. Una situazione decisamente incostituzionale». La richiesta per l'esecutivo, nel corso del passaggio parlamentare della manovra, è allora semplice e si compone di due elementi: «Oltre alla cancellazione di questa ingiustizia storica – conclude il presidente -, l'immediato accantonamento di qualsiasi ipotesi della legge di stabilità che porti ad un aumento del prelievo fiscale sulle casse».


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