Progettazione e Architettura

«Per Matera piano urbanistico strategico elaborato insieme ai testimoni della città»

Alessia Tripodi

All'indomani della designazione a Capitale Ue della cultura, il sindaco Salvatore Adduce parla dei programmi per il 2019

«Diventare Capitale europea della Cultura significa cambiare verso a una comunità e proprio questo vogliamo fare, lavorando sul riuso contrapposto al consumo di suolo e sulla riqualificazione partecipata, che parte dall'ascolto dei cittadini». All'indomani della prestigiosa «vittoria» di Matera, il sindaco Salvatore Adduce racconta la storia di un territorio che sul tema dell'urbanistica ha svolto negli ultimi anni «un lavoro sistematico di coinvolgimento dei testimoni della città per discutere del piano strategico urbano». «Per la candidatura di Matera abbiamo lavorato 4 anni con un focus particolare sull'urbanistica – dice il sindaco – e per rispondere alla necessità di riduzione del consumo di suolo abbiamo proposto di aprire un dialogo con i cittadini e le imprese per inaugurare una lunga fase nella quale invece di costruire opere nuove si punta alla rigenerazione e ristrutturazione dell'esistente». Uno degli esempi di riuso partecipato citati da Adduce è quello del progetto di recupero del quartiere nella zona di Piazza degli Olmi «per il quale abbiamo coinvolto i cittadini – spiega – la facoltà di architettura ma anche gli alunni delle scuole, per chiedere loro come volevano rinnovare i condominii e i luoghi della socialità».

Ma sul fronte della riqualificazione il primo cittadino ricorda anche il più ampio programma di recupero del borgo La Martella, uno dei 28 progetti finanziati dal Governo con il Piano Città. «Grazie a un investimento di quasi 10 milioni di euro – racconta Adduce – abbiamo realizzato in 2 anni la maggior parte degli interventi di urbanizzazione, così come il recupero del teatro voluto dall'architetto Ludovico Quaroni. Il progetto è in corso di completamento e rappresenta uno dei punti emblematici della rinascita della città dal quale ora vogliamo ripartire».
Per quel che riguarda i fondi messi in campo per i programmi che saranno realizzati in vista del 2019 (vedi articolo in questa pagina), il sindaco ricorda che «sul museo diffuso I-Dea c'è un finanziamento già programmato per 2 milioni e 200mila euro, ma abbiamo verificato che potranno bastare molti meno soldi di quelli stanziati», mentre «si stanno terminando i lavori della Scuola di formazione per il restauro, costata 4,5 milioni di euro, che punta ad aprire i battenti per l'anno accademico 2015-2016».
Un programma ambizioso e «visionario» che Matera vuole condividere anche con le altre aspiranti capitali selezionate nella short list: «Lungi dal volerci isolare – conclude il sindaco – ci collegheremo con le altre città per scambiare esperienze e in questo senso il programma "Italia 2019" costituirà uno straordinario impulso al cambiamento».


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