Progettazione e Architettura

Quando l'innovazione tutela la memoria storica: a Bolzano Plasma Studio firma Casa Schäfer - Foto

Francesca Oddo

A San Candido le nuove residenze ricavate da un magazzino catturano la luce grazie a tagli dinamici e irregolari che aggirano i vincoli imposti dalla Soprintendenza

In Trentino Alto Adige l'architettura di qualità è di casa. La sensibilità verso la sperimentazione e l'innovazione, sia fra i progettisti sia fra i committenti, è spesso auspicata, tanto da aver reso il territorio uno dei più interessanti da esplorare dal punto di vista della ricerca architettonica. Lo scenario si rivela più complesso all'interno dei centri storici, dove i regolamenti edilizi e urbanistici sono assai rigidi e orientati a conservare il linguaggio della tradizione. Casa Schäfer, realizzata da Plasma Studio, è testimone diretta di tale atteggiamento e anche dell'abilità con la quale i progettisti sono comunque riusciti a proporre un risultato non scontato. Il progetto racconta da un lato l'impossibilità di mettere in discussione i vincoli locali, dall'altro la volontà di proporre soluzioni alternative. È una storia del tutto italiana, nella quale la riluttanza verso la novità si confronta con l'esigenza di sperimentare nuove soluzioni abitative.

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Siamo a San Candido, in provincia di Bolzano, proprio nella piazza centrale. Qui, da metà dell'Ottocento si trova lo storico magazzino Schäfer, che nel tempo si è ampliato occupando un intero palazzo su tre livelli. A un certo punto il proprietario decide di trasformare i sottotetti, in parte inutilizzati, in quattro ampi appartamenti indipendenti per sé e le sue tre figlie. Plasma Studio, incaricato del progetto e autore di numerose abitazioni nelle valli dell'Alto Adige, si trova subito innanzi a un ostacolo: la facciata principale dell'edificio, quella che si affaccia sulla piazza pubblica, è tutelata da norme di pianificazione locali secondo le quali la copertura deve essere necessariamente allineata a quelle circostanti. Perché i quattro nuovi appartamenti possano godere della luce naturale l'unica soluzione è quella di agire sulla facciata e sulla copertura poste sul retro rispetto alla piazza. Attraverso una serie di tagli sul tetto -dai profili dinamici, asimmetrici, irregolari- le abitazioni si aprono verso l'esterno, catalizzando la luce del sole e stabilendo un rapporto diretto con il paesaggio delle Dolomiti. Anche questa soluzione -realizzabile in quanto il vincolo era solo sulle facciate verso la piazza- non è stata immediatamente accolta all'unanimità dagli enti locali: se per il Comune di San Candido era valido il compromesso di preservare la facciata prospiciente la piazza e di ricorre a un linguaggio contemporaneo per la facciata opposta, la Soprintendenza ai Beni Culturali era invece di parere opposto e totalmente conservatore. Alla fine l'edificio, sia pure sul retro, produce una voce nuova, fuori dal coro rispetto a quelle degli immobili circostanti. La novità, insomma, passa dalla porta secondaria invece che da quella principale. E così, se la facciata sulla piazza conserva forme, colori e materiali originari, quella sul retro adotta una lamiera in alluminio color antracite che consente di operare le incisioni.
«Apparentemente semplice e diretta, la proposta affronta un tema complicato: la conservazione del paesaggio urbano e la ricostruzione del tipico tessuto locale attraverso soluzioni innovative», spiegano i progettisti, l'intenzione dei quali è di dimostrare come, nel rispetto delle regole locali, sia possibile suggerire soluzioni atte a migliorare l'abitabilità e in sintonia con la memoria storica. Continua Plasma Studio: «Il progetto mira ad aprire una discussione, rispettosa dei canoni tradizionali, che prendendo spunto dal tessuto locale proponga nuove opzioni contemporanee capaci dialogare con il genius loci».
Ai fini del risparmio energetico il progetto ha previsto l'allacciamento al teleriscaldamento locale, triplo vetro, pannelli isolanti minerali per la facciata sulla piazza, panelli in fibra di legno per quella sul retro, ventilazione controllata.

I CREDITI DEL PROGETTO
Luogo: San Candido (BZ)
Committente: privato
Progetto e direzione dei lavori: PLASMA studio
Collaboratore: Peter Pichler
Impresa di costruzione: Tschurtschenthaler Werner GmbH, San Candido (BZ)
Superficie: 844 mq
Costo: € 1.380 al metro quadrato
Anno di realizzazione: 2014
Fotografia: Michael Pezzei, Holger Kehne

LO STUDIO
Plasma Studio è stato fondato nel 1999 a Londra da Eva Castro (1969) e Holger Kehne (1970). Subito dopo aprirà la sede di Bolzano, diretta da Ulla Hell (1973), quindi quella di Pechino (2010). Nel 2012 si unisce al gruppo il partner cinese Chuan Wang. Eva Castro e Holger Kehne sono anche partner di Groundlab (Londra e Pechino) insieme ad Alfredo Ramirez, Eduardo Rico e Clara Oloriz. Fra i progetti in corso di realizzazione ci sono l'ingresso all'Eco-Park di Xian e il masterplan di riorganizzazione dell'area ferroviaria di San Candido con la realizzazione di un centro intermodale.


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