Progettazione e Architettura

Inarcassa: gestione «bis» per quasi 36mila architetti e ingegneri

Mariagrazia Barletta

Cnappc, Cni e Istituto di previdenza chiedono al Governo le istruzioni per venire incontro alle richieste dei professionisti titolari di rapporti di lavoro subordinato

Inarcassa si prepara alla costituzione di una gestione separata per 36mila architetti e ingegneri che, oltre a esercitare la libera professione, sono anche titolari di un rapporto di lavoro subordinato. I Consigli nazionali degli ingegneri e degli architetti e Inarcassa hanno inviato una lettera ai ministeri del Lavoro e dell'Economia per chiedere indicazioni a riguardo. A firmare la missiva sono i presidenti dei due Consigli nazionali, Leopoldo Freyrie e Armando Zambrano, e il presidente di Inarcassa, Paola Muratorio, che, intervistata, racconta della necessità di dover invertire il consuetudinario iter, interpellando prima di tutto i Ministeri competenti.
Architetti e ingegneri che non svolgono la libera professione in via esclusiva, perché titolari di rapporti di lavoro subordinato e per questo soggetti ad altre forme di previdenza obbligatoria, versano i contributi alla gestione separata Inps per la parte che riguarda l'attività libero-professionale e a Inarcassa corrispondono, in via solidaristica, il contributo integrativo pari al 4% del volume d'affari professionale. Per tali soggetti, si legge nella lettera: «È emersa l'esigenza di valutare la possibilità che Inarcassa provveda ai compiti di previdenza e assistenza», attraverso la costituzione di un'apposita gestione.

Si tratta di un processo che segue un iter inconsueto ma che serve a capire se l'operazione possa andare in porto. A spiegarlo è il presidente Paola Muratorio: «Per poter procedere alla predisposizione di una gestione separata dobbiamo andare in Comitato nazionale dei delegati, poi la proposta deve essere approvata dai Ministeri» e per evitare una bocciatura a seguito di un lungo iter, il percorso è stato intrapreso seguendo una linea di marcia inversa, iniziando dunque col chiedere prima di tutto il parere dei Ministeri. «Abbiamo ritenuto opportuno, in accordo anche con i presidenti nazionali – spiega l'architetto Muratorio – partire esattamente dal punto inverso, per sapere quale grado di libertà esista alla costituzione di una gestione separata presso Inarcassa. Relativamente a questi nostri colleghi, bisogna valutare inoltre se effettivamente l'Inps sarà disponibile poi a cederli». «Abbiamo preferito interrogare in via prioritaria i Ministeri competenti, che poi dovranno autorizzare, per sapere se esiste la possibilità di istituire una gestione separata e soprattutto per sapere quali dovrebbero essere le condizioni per gestirla», spiega ancora il presidente Muratorio. Dai dati del 2013 si rileva che gli iscritti all'albo, ma non a Inarcassa, e con partita Iva, sono circa 40mila. Un numero che nel frattempo si è contratto. Il dato più aggiornato riferisce di 36mila professionisti-dipendenti, ci conferma il presidente di Inarcassa, che spiega anche una delle ragioni per cui in poco tempo la cifra ha fatto registrare un discreto calo: «Molti di questi professionisti nel momento in cui vanno in pensione si iscrivono da noi», racconta. Una scelta che dà un'idea del disagio vissuto da tanti professionisti che a fine carriera preferiscono cambiare Cassa di previdenza.

Quanto ai tempi, il riferimento è dato dalle normali procedure di risposta dei Ministeri, che in caso di approvazione delle delibere impiegano almeno sessanta giorni per esprimere un parere, «e dall'invio della lettera è passato nemmeno un mese», fa notare il presidente Muratorio. Ci sono poi gli appuntamenti con il 15 ottobre, che impegnano il ministero dell'Economia facendo slittare il caso in secondo piano. Ma, assicura il presidente: «A breve solleciterò personalmente una risposta».


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