Progettazione e Architettura

Ingegneri contro il Cnel: non tiene in considerazione i professionisti

Giuseppe Latour

Zambrano esprime disappunto per l'esclusione delle partite Iva dall'analisi del recente rapporto sul mercato del lavoro. Si tratta di un settore che vale il 16% del Pil

Il Cnel non tiene in sufficiente considerazione i professionisti. Il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, Armando Zambrano si scaglia contro il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, inviando una lettera al suo presidente Antonio Marzano. Nella missiva, la guida del Cni esprime disappunto per l'esclusione delle partite Iva dall'analisi del recente rapporto sul mercato del lavoro. Si tratta di un settore che vale il 16% del Pil e dà lavoro a circa cinque milioni di persone e che, quindi, rappresenta un pezzo fondamentale del nostro paese.

Nella lettera, in particolare, Zambrano lamenta il mancato coinvolgimento dei rappresentati dei professionisti tecnici italiani nel convegno di presentazione del rapporto. E ricorda come il Comitato economico sociale europeo, lo scorso 25 marzo, nel parere sul "Ruolo e futuro delle libere professioni nella società civile europea del 2020" abbia affermato che "le libere professioni racchiudono un notevole potenziale di crescita per l'occupazione e il Pil" e che "il settore delle libere professioni riveste una cruciale importanza per le opportunità occupazionali offerte ai giovani che scelgono un futuro di libera imprenditorialità e investimento nelle proprie conoscenze". Questo testimonia il fatto che, anche nell'ambito delle istituzioni europee, "è ormai mutato l'atteggiamento nei confronti delle professioni". Sebbene, ad esempio in materia di fondi europei, ci siano ancora correzioni da portare.

"E' una consapevolezza che, invece – afferma Zambrano - sembra latitare nelle istituzioni italiane se anche il Cnel, nel presentare il rapporto sul mercato del lavoro 2013-2014, omette di considerare i rappresentanti del sistema professionale come soggetti con i quali dibattere ritenendo, evidentemente, le rappresentanze sindacali e datoriali esaustive del complesso mondo del lavoro. Eppure, l'universo delle professioni assorbe oltre cinque milioni di lavoratori e rappresenta il 16% del Pil. Non a caso i suoi rappresentanti siedono all'interno dello stesso Consiglio del Cnel".

Quella appena operata, secondo il presidente del Cni, "è un'omissione incomprensibile, soprattutto da parte di un'istituzione nota per studiare le modifiche attuali della società italiana, dove il ruolo delle professioni è in forte crescita. Dispiace che il Cnel non colga quanto sia importante svolgere quel delicato ruolo di innovazione e di raccordo tra tutto il mondo produttivo e le istituzioni. Ruolo che le professioni hanno sempre difeso, non ricavandone quasi mai, come in questo caso, idoneo riconoscimento".


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