Progettazione e Architettura

Zambrano (Ingegneri): «Basta accuse di corporativismo alle partite Iva»

Giuseppe Latour

Il presidente Cni risponde alle accuse di «chiusura» degli ordini lanciate dal Corriere della Sera: «Professionisti tra i pochi ad aver accettato riforme e innovazione»

Basta con l'idea che le partite Iva si oppongono ai disegni riformatori del nostro paese. I professionisti sono tra i pochi ad avere accettato innovazione e modifiche al proprio lavoro negli ultimi anni. E' quanto spiega il coordinatore della Rete delle professioni tecniche e presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, Armando Zambrano in una nota di risposta all'editoriale con il quale il Corriere della Sera aveva annoverato «la chiusura corporativa degli ordini professionali» tra gli ostacoli che si frappongono sulla strada del Governo del presidente del Consiglio, Matteo Renzi.
"Le professioni ordinistiche – ricorda Zambrano - sono state già oggetto, negli anni 2011-2012, di un radicale intervento riformatore. Questo ha comportato la definitiva abrogazione delle tariffe, l'introduzione dell'obbligo dell'aggiornamento professionale continuo e dell'assicurazione professionale, l'obbligo della definizione di un preventivo di massima, propedeutico all'avvio dell'esecuzione della prestazione; la liberalizzazione della pubblicità informativa, la terzietà degli organismi disciplinari attraverso la loro separazione dagli organismi amministrativi elettivi degli ordini e collegi". Senza contare altri elementi, come l'assenza di limiti all'accesso alla professione, con la sola esclusione dei notai.
"Gli ultimi interventi riformatori – sottolinea il presidente del Cni - pongono l'Italia all'avanguardia, nel panorama europeo e mondiale, per la regolamentazione delle professioni. Interventi che hanno comportato costi e oneri aggiuntivi non indifferenti in capo ai professionisti (soprattutto per quanto concerne aggiornamento continuo e polizza professionale), in un contesto che vede i redditi professionali in drammatica contrazione".
Oltre a queste misure, poi, le categorie ne chiedono da tempo altre: "Attendiamo da tempo il completamento del disegno riformatore con l'emanazione del Testo unico che deve raccogliere le disposizioni aventi forza di legge non abrogate, nonché la modifica delle disposizioni che regolano la costituzione delle Società tra professionisti (Stp). La possibilità di organizzare la propria attività in forma societaria è, infatti, imprescindibile per poter operare in un mercato dei servizi professionali sempre più affollato e competitivo".
Senza parlare della questione dei fondi europei. Nel corso del recente Congresso nazionale degli ingegneri a Caserta, infatti, è partita la richiesta di un maggiore coinvolgimento dei professionisti, da parte di Governo, Regioni ed enti locali, nelle attività di programmazione e progettazione degli interventi finanziati con i fondi europei. Garantendogli una "parità di trattamento", rispetto agli altri operatori economici, che fanno ampiamente ricorso a queste risorse nella loro attività.


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