Progettazione e Architettura

Ingegneri: dedurre al 100% le spese per l'aggiornamento professionale

Giuseppe Latour

La proposta arriva al termine del Congresso nazionale tenuto a Caserta, insieme alla richiesta di rimettere mano alle regole sulle Stp

Mettere mano alle regole sulle Stp, far applicare il Dm parametri in maniera più rigorosa, rendere il fisco più favorevole, rafforzare il ruolo della normazione tecnica e riorganizzare le strutture interne, accorpando qualche ordine locale. Sono queste le indicazioni che arrivano dalla mozione conclusiva del Congresso degli ingegneri di Caserta che, dopo qualche giorno di approfondimento, è stata pubblicata in maniera ufficiale. La categoria, dopo la tre giorni campana, conferma l'impegno sui terreni che l'hanno già vista attiva negli ultimi mesi.

Molti dei punti inseriti nella mozione sono battaglie ormai storiche del Consiglio nazionale degli ingegneri. Come quella sul Dm che regola i parametri per la definizione degli importi da porre a base delle gare di progettazione. Il testo invita «a rivendicare presso il Governo ed il Parlamento l'assoluta necessità, a tutela della qualità della prestazione, e quindi, della collettività e della committenza pubblica, della piena applicazione del Decreto ministeriale 143/2013». Molte stazioni appaltanti, infatti, ancora non lo usano nella maniera corretta.

Stesso discorso per le società tra professionisti. Gli ingegneri, per risollevare le sorti delle Stp, si impegnano a sostenerne la revisione, «mediante la definizione di un inquadramento fiscale e previdenziale coerente con il modello societario adottato e attraverso l'estensione, a tutti i modelli societari antecedenti, dell'obbligo d'iscrizione all'albo, con conseguente sottoposizione alla potestà disciplinare dell'ordine professionale». Sul fronte fiscale, i professionisti chiedono anche «una rimodulazione del concetto di autonoma organizzazione ai fini dell'assoggettabilità dei professionisti all'Irap e all'estensione al 100% della deducibilità delle spese sostenute per l'aggiornamento professionale».

Sul lato normativo, l'obiettivo da perseguire è quello di «potenziare la produzione di norme tecniche volontarie prestazionali», affidando alla «normativa cogente solo le disposizioni direttamente connesse alla sicurezza». In questa direzione, sarà fondamentale «porre in essere tutte le iniziative necessarie per dare piena attuazione all'accordo concluso con Uni, che ha permesso a tutti gli iscritti di accedere alle norme tramite modalità informatiche a costi bassissimi».

Uno spazio importante è riservato alle questioni interne alla categoria. Il primo progetto, su questo fronte, è quello di riorganizzare gli ordini locali. Per questo il Congresso si impegna «ad agire per far sì che il ministero della Giustizia accolga le richieste degli ingegneri per il completamento della riforma delle professioni per quanto concerne la riorganizzazione su base territoriale degli ordini professionali». C'è, poi, il tema dell'accesso alla professione: gli ingegneri chiedono «la modifica del Dpr 328/2001 in tema di esame di stato e competenze professionali, rimediando ad alcune lacune ed ambiguità ancora oggi presenti, nonché introducendo l'attribuzione ai Consigli nazionali della potestà di emanazione e aggiornamento dei codici deontologici».


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