Progettazione e Architettura

È morto Bernardo Secchi, fu l'unico italiano chiamato a progettare la «Grande Parigi»

Alessia Tripodi

Tra i padri dell'urbanistica italiana, ha insegnato a Venezia e Milano. Fu invitato anche a sviluppare idee per Bruxelles 2040 e per la «Grande Mosca»

Dopo una breve malattia si è spento lunedì scorso a Milano all'età di 80 anni Bernardo Secchi, professore emerito di urbanistica nella Scuola di Architettura dell'Università di Venezia dopo essere stato preside della Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano dal 1976 al 1982. Nato a Milano nel 1934 e laureatosi in ingegneria nel 1959, nel corso della sua carriera Secchi è stato insignito della laurea honoris causa dalle Università di Grenoble e di Hasselt e del Grand Prix d'Urbanisme. Era Senior fellow al Canadian Centre for Architecture e Chevalier de la Légion d'honneur della Repubblica francese: onorificenza, quest'ultima, ricevuta dopo che nel 2008, insieme con altri progettisti stranieri era stato chiamato con la sua socia Paola Viganò a sviluppare idee e progetti per la «Grande Parigi». Nel 2010, poi, venne invitato a proporre progetti per Bruxelles 2040 e nel 2012 per la «Grande Mosca».

Vision e progetti dello studio Secchi-Viganò per le città internazionali: guarda la fotogallery

Nel corso della sua lunga carriera accademica Secchi ha insegnato nell'Ecole d'Architecture di Ginevra, nelle Università di Lovanio e Zurigo, nell'Institut d'Urbanisme de Paris e nell'Ecole
d'Architecture de Bretagne (Rennes). Ha promosso e organizzato numerosi concorsi di progettazione e ha fatto parte di numerose e prestigiose giurie internazionali.
Nell'ultimo ventennio, la riflessione teorica di Secchi si è concentrata sulle grandi aree metropolitane, dove «le disuguaglianze saltano agli occhi e strategie di distinzione ed esclusione sono state spesso favorite dallo stesso progetto urbanistico». Secondo l'urbanista, è necessario «tornare a riflettere sulla struttura spaziale della città, riconoscere l'importanza che nel costruirla ha la forma del territorio», «tornare a conferire agli spazi urbani una maggiore e più diffusa porosità, permeabilità e accessibilità; disegnarli con ambizione, tenendo conto della qualità delle città che ci hanno preceduto e ragionare di nuovo sulle dimensioni del collettivo». Molto attento ai temi della pianificazione sostenibile, fautore del «riciclo al 100%» e delle città senz'auto, su «Progetti e Concorsi» commentò il Piano Città lanciato dal Governo nel 2012 (leggi l'articolo ).

Fra le sue pubblicazioni ricordiamo: «Squilibri regionali e sviluppo economico», (Marsilio), «Il racconto urbanistico» (Einaudi), «Un progetto per l'urbanistica« (Einaudi), «Tre piani» (Franco Angeli), «Prima lezione di urbanistica» (Laterza), «La città nel ventesimo secolo» (Laterza) e
«La città dei ricchi e la città dei poveri» (Laterza).


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