Progettazione e Architettura

Sblocca Italia, Zambrano (Cni): «Troppe deroghe al codice appalti»

Giuseppe Latour

Chiudendo i lavori del congresso nazionale, il presidente degli ingegneri non risparmia critiche al decreto: «Mi lascia molto perplesso il continuo uso dei commissari, nonostante i propositi del Governo»

«Molte delle cose che avevamo chiesto non ci sono». Adesso che il testo dello Sblocca Italia si è consolidato, il presidente del Cni Armando Zambrano può finalmente commentarne i contenuti, nel corso della giornata conclusiva del Congresso nazionale degli ingegneri di Caserta. E le sue sono parole di profonda insoddisfazione per la forma che ha preso il provvedimento dopo due settimane di braccio di ferro.

«Mancano molti elementi che speravamo ci fossero; purtroppo, ad esempio, il regolamento unico non è stato inserito». Ma, a turbare Zambrano, sono anche gli elementi che sono entrati nel testo: «Mi lascia molto perplesso il continuo uso dei commissari, nonostante i propositi del Governo. Se questo paese non capisce che le regole vanno fatte per essere rispettate, avremo sempre problemi». L'assetto dello Sblocca Italia, per il presidente, è troppo eterogeneo. «Ho visto il decreto e c'è di tutto e di più. Ci sono rinvii, deroghe, proroghe. Ho provato a capire tutto, ma mi è sembrato troppo complesso».

Zambrano guarda anche al fronte interno e annuncia che nei prossimi mesi sarà avviato un lavoro di ristrutturazione interna del sistema degli ordini. «Ci sono molti colleghi che non riescono a pagare la quota di iscrizione e questa è una cosa della quale dobbiamo tenere conto. Per questo stiamo pensando a una ristrutturazione interna, fatta su base territoriale, con l'accorpamento di alcuni ordini». Per procedere servono dei chiarimenti di tipo normativo.
«Abbiamo chiesto al ministero della Giustizia di intervenire, perché paradossalmente oggi mettere insieme due ordini è molto difficile». Infine, il presidente ribadisce il suo impegno su alcuni fronti di lavoro aperti da tempo: «Chiediamo un maggiore coinvolgimento degli ingegneri da parte della pubblica amministrazione, proseguiremo il processo di riforma della professione e il lavoro con Uni sulla normazione tecnica. Inoltre, punteremo molto sull'Agenzia nazionale per la certificazione delle competenze dei professionisti».


© RIPRODUZIONE RISERVATA