Progettazione e Architettura

Decreto parametri, da ingegneri e architetti stop ai dubbi su servizi e prestazioni

Giuseppe Latour

In una circolare appena emanata le indicazioni operative per il calcolo corretto dei compensi per in applicazione del Dm 143/2013

Cosa accade per le prestazioni non contemplate dalla norma. E come si risolve il problema delle opere che hanno cambiato classificazione rispetto al passato. Sono solo due dei più importanti dubbi appena sciolti dal gruppo di lavoro congiunto tra ingegneri e architetti in materia di Dm parametri (n. 143/2013). In questi mesi, infatti, sono nati diversi problemi di carattere applicativo. La circolare n. 417 del Cni, appena emanata, punta a risolvere almeno quelli principali.

Il gruppo di lavoro dei Consigli nazionali di ingegneri e architetti si è riunito il 16 e 31 luglio scorsi, «per esaminare le criticità emerse nella concreta applicazione del Dm 143/2013 e per individuare le possibili soluzioni relative a tali criticità». Il primo tema affrontato è quello della classificazione dei servizi. Per le opere disciplinate dal Dm 143/2013, l'articolo 8 prevede che «gradi di complessità maggiore qualificano anche per opere di complessità inferiore all'interno della stessa categoria d'opera». Per questa ragione, nell'ambito della stessa categoria, ad esempio edilizia, le attività svolte per opere analoghe a quelle oggetto dei servizi da affidare «sono da ritenersi idonee a comprovare i requisiti, quando il loro grado di complessità sia almeno pari a quello dei servizi da affidare».

Viene affrontata anche la questione delle opere che nelle precedenti normative venivano classificate in altro modo. «Nel caso di incertezze nella comparazione, si deve precisare che prevale il contenuto oggettivo della prestazione professionale in relazione all'identificazione delle opere, come ad esempio nel caso di prestazioni pregresse relative ad interventi su edifici soggetti a vincolo (opere precedentemente classificate dall'articolo 14 della legge 143/49 in "I/d"), che oggi, con riferimento alla Tavola "Z1" del Dm 143/2013, devono essere equiparate alla "E22" e non alla "E21"».

Sul fronte delle prestazioni urbanistiche, relative sia alla pianificazione generale che a quella esecutiva, arriva un chiarimento tecnico e «si precisa che il corrispettivo determinato utilizzando le aliquote Qa.0.01 (Pianificazione urbanistica generale) e Qa.0.06 ( Pianificazione urbanistica esecutiva) della tavola Z2 non comprende i compensi da valutare in ragione di tempo e/o per analogia, ai sensi dell'articolo 6 del Dm 143/2013», come le valutazioni Via e Vas e le pratiche amministrative. In merito ai collaudi, invece, quando l'incarico è conferito ad una commissione, il compenso derivante dall'applicazione delle aliquote del decreto va corrisposto per intero a ciascun componente della commissione di collaudo.

Infine, si affronta il tema delle prestazioni non contemplate nel decreto e non riconducibili a criteri di analogia, come ad esempio la redazione di stati di consistenza, i rilievi geometrici, materici, strutturali, impiantistici e d'altro genere, le partecipazioni a commissioni di gara. In tutti questi casi si procederà «alla relativa quantificazione dei compensi in ragione del tempo, così come previsto dal secondo comma dell'articolo 6 del Dm».


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