Progettazione e Architettura

Al via il congresso ingegneri, Zambrano: professioni leva di crescita

Giorgio Santilli

Si apre oggi il congresso a Caserta. Il presidente del Cni: delusi dallo Sblocca Italia

Non nascondiamo una certa delusione per il decreto Sblocca-Italia, soprattutto il regolamento edilizio unico e un termine di tempo limitato alle amministrazioni per pronunciarsi sulla cantierabilità della Scia sono due innovazioni profonde che avevamo molto apprezzato nella prima bozza e che sono poi saltate dal provvedimento. Avrebbero contribuito a trovare un punto di equlibrio necessario fra liberalizzazione e garanzie di sicurezza per i cittadini». Il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, Armando Zambrano, aprirà oggi il 59° congresso della categoria non nascondendo delusioni e preoccupazioni per un lavoro che stenta a tornare.
Presidente Zambrano, ci sono state anche cose positive in questo anno difficile che abbiamo alle spalle?
Ci sono, soprattutto nel percorso attuativo della riforma delle professioni. Ci abbiamo lavorato molto in questo anno e possiamo dire che il percorso sia ormai praticamente completato. La formazione obbligatoria è una realtà, con un'abbondante offerta gratuita o a costi molto contenuti per tutti i colleghi e in particolare per i giovani. Stesso discorso vale per i costi delle polizze assicurative dove le convenzioni stipulate consentono per i giovani di sottoscrivere una polizza professionale anche a 100-150 euro. All'interno degli ordini, va segnalato il completamento dei consigli di disciplina autonoma all'interno degli ordini che comporta una specializzazione utile e consente a noi di occuparci più delle questioni amministrative.
C'è poi la normativa sulle società tra professionisti.
Una normativa pressoché completa, anche se molto rigida. Introduce una novità importantissima nella vita professionale. Purtroppo l'innovazione è stata molto frenata dal peso che hanno avuto altre categorie, soprattutto gli avvocati, nella formazione della disciplina e questo spiega perché il numero delle società costituite, circa trecento, sia ancora basso per quanto in crescita. Contiamo comunque di poter ancora intervenire sulla disciplina e lo abbiamo già fatto presente al governo, riconoscendo che gli sforzi ministeriali non potevano andare oltre la delega affidata dal Parlamento. Di fatto il provvedimento è pressoché inutilizzabile. Aggiungo, infine, un'altra cosa di cui vado orgoglioso, in un Paese in cui tutti si dividono: è l'alleanza con altri otto ordini di professioni tecniche, nella Rete delle professioni tecniche (Rtp), che condivide la necessità di indicazioni unitarie nel rapporto con la politica e con la pubblica amministrazione.
Torniamo alla regolazione dei mercati che più vi interessano. Ora c'è la riforma degli appalti, mentre sembrano sfumate norme rivoluzionarie che pure avevato chiesto, come la soppressione del contributo del 2% per la progettazione interna alle Pa.
Speriamo che la riforma del codice degli appalti contribuisca non solo a riaffermare la centralità del progetto, che si è totalmente persa in questi anni, ma anche ad avvicinare questo mondo degli appalti pubblici all'innovazione tecnologica. Siamo nell'era dell'«Internet delle cose» e oggi bisogna puntare slla tecnologia per avviare una nuova stagione di crescita, per contenere i costi, per controllare i tempi di realizzazione.
Quanto al 2%, mi pare si sia consumata un'altra grande ipocrisia tutta italiana.
Perché ipocrisia?
In Francia il valore del progetto sul costo copmplessivo di realizzazione dell'opera è il 16 per cento. In Gran Bretagna si arriva al 32 per cento. Solo in Italia si può pensare di pagare un progetto il 2%, con il risultato che è sotto gli occhi di tutti, di progettazioni carenti che non producono affatto risparmi, ma aumenti esorbitanti di costi e allungamento di tempi. Anche qui il governo prima ha fatto annunci che poi si è rimangiato, andando avanti in direzione opposta: per il dissesto idrogeologico, per esempio, si intendono affidare tutte le progettazioni con il sistema del 2 per cento.


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