Progettazione e Architettura

Rischio idrogeologico, Oice: poca concorrenza con deroghe e progetti in house

M.Fr.

L'associazione delle società di ingegneria lancia l'allarme sulle restrizioni alla concorrenza a causa delle misure emergenziali previste per attuare gli interventi contro i rischi di dissesto idrogeologico

Nel decreto sblocca Italia, pur tra norme positive, ci sono elementi che l'Oice, l'associazione delle società di ingegneria, segnala come lesivi della concorrenza alcune misure che riguardano l'intervento nel settore delle opere di prevenzione dal rischio di dissesto idrogeologico. «Molto meno ci piacciono alcuni elementi che a nostro avviso creano inopportune distorsioni sul piano della concorrenza e dell'efficienza della spesa - segnala il presidente dell'Oice, dice Patrizia Lotti -; mi riferisco alla possibilità per le Regioni di affidare in via diretta a società in house delle amministrazioni centrali dello Stato, dotate di specifica competenza tecnica, le attività di progettazione ed esecuzione di interventi di mitigazione del rischio idrogeologico». «Su questo punto - chiede il presidente dell'Oice - invitiamo il Governo e il parlamento, in questo momento di crisi per tutto il settore della progettazione e delle costruzioni, a prevedere procedure anche semplificate, ma aperte al mercato, e a non seguire meccanismi derogatori che in passato non hanno portato né efficienza né economicità».

Stessa cosa per l'ampio ricorso alle deroghe al codice dei contratti pubblici. «Abbiamo notato che ci sono anche diverse disposizioni che, per interventi settoriali, immaginano procedure semplificate, senza concorrenza e ridotta trasparenza; anche in questo caso occorre riflettere bene se l'obiettivo dell'urgenza di intervento non possa essere coniugato con maggiori esigenze di concorrenza e di mercato». «Infine - segnala ancora l'Oice nella lettura dell'ultima versione del provvedimento - notiamo come non sia stato ancora risolto il nodo dell'Avcpass, di cui chiediamo una proroga che consenta di superare le difficoltà fino ad oggi riscontrate nella scarsa applicazione che ne hanno dato le stazione appaltanti».

Al di là delle critiche puntuali su alcuni aspetti, in generale l'Oice riconosce che «complessivamente il provvedimento va salutato positivamente, perché si mettono in campo importanti risorse per le opere infrastrutturali e si avvia una nuova politica per il settore del rischio idrogeologico che da anni sconta una programmazione e una progettazione assolutamente insufficienti». «Bisogna però fare sì - sottolinea in conclusione Patrizia Lotti - che le risorse disponibili siano spese in maniera rapida ed efficace attraverso una regia e una guida attenta, coinvolgendo tutti gli operatori interessati, governo, amministrazioni, imprese e progettisti e comunità locali».


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