Progettazione e Architettura

In Svizzera bassorilievi astratti per il nuovo Museo dei Grigioni firmato Barozzi Veiga

Mariagrazia Barletta

Nella cittadina di Coira prima pietra per la struttura progettata dallo studio italo spagnolo vincitore di un concorso nel 2012 - Fondi pubblico-privati per gli spazi che saranno pronti nel giugno 2016

Sono iniziati i lavori di costruzione del nuovo Museo d'arte dei Grigioni a Coira, in Svizzera. Il progetto, primo classificato ad un concorso internazionale di progettazione del 2012, è firmato dallo studio italo-spagnolo Ebv - Estudio Barozzi Veiga.
Un ritmo serrato scandisce i tempi di edificazione della nuova architettura. Sono stati portati a compimento i lavori di scavo ed è stata già posata la prima pietra. La costruzione grezza dell'edificio sarà terminata alla fine del 2014, mentre l'apertura è prevista per giugno 2016. Lo scavo, di 32 per 35 metri, profondo 18 metri, ospiterà gli spazi per le mostre permanenti e temporanee.
Il nuovo volume nasce per ampliare l'offerta espositiva del museo e si affianca a Villa Planta: una residenza in stile neoclassico dal gusto orientaleggiante, fino ad ora sede espositiva principale delle collezioni del Museo d'arte. Accanto all'abitazione ottocentesca riconvertita a museo vi era il «Sulser-Bau»: un edificio lineare che ospitava le collezioni temporanee, collegato alla villa per mezzo di una passerella e ora demolito per lasciare spazio al nuovo museo.

Il volume, semplice e compatto, ha una sua autonomia formale e compositiva: un elemento della strategia progettuale risultato vincente. A convincere la giuria, riunitasi a marzo 2012, oltre alla flessibilità e funzionalità degli spazi, era stato infatti «il preciso e chiaro inserimento nel contesto architettonico». Alle spalle del team di Fabrizio Barozzi e Alberto Veiga si era classificato lo studio di architettura EM2N di Zurigo. Il terzo posto era andato a Valerio Olgiati.
Un intervento particolare quello dell'ampliamento: auspicato da molti anni, ma reso possibile a partire dal 2011, grazie ad una donazione di 20 milioni di franchi (circa 16,5 milioni di euro), messi a disposizione da parte di un privato. Nel 2012 il Gran Consiglio ha stanziato poi ulteriori 8,5 milioni di franchi necessari per realizzare l'opera.
Il dialogo con la preesistenza si gioca sulla costruzione geometrica. Il nuovo edificio si colloca in asse rispetto alla residenza dell'Ottocento, della quale eredita lo schema simmetrico. A legare l'antico al nuovo è una sorta di «vincolo geometrico e percettivo , che relaziona indissolubilmente l'ampliamento e la villa», spiegano i progettisti. Il gusto orientaleggiante viene infatti reinterpretato in chiave moderna attraverso il rivestimento di facciata. A formare la «pelle» di ciascuno dei prospetti è un bassorilievo astratto, composto da moduli prefabbricati di cemento grigio perla e ispirato ai motivi orientali.

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Il nuovo museo ha una doppia «vita». Una soprasuolo, racchiusa nel parallelepipedo che costituisce l'architettura visibile dall'esterno, e l'altra che si sviluppa nella parte interrata.
L'involucro esterno contiene le funzioni accessorie, al suo interno si trova il foyer: un grande spazio aperto relazionato direttamente con Villa Planta e con un giardino delle sculture. Allo spazio permeabile ed aperto del foyer si contrappone quello intimo della caffetteria, posizionata nel piano attico, e che apre a viste a lungo raggio sulla città. All'interno del prisma vi sono poi gli uffici e tutte le aree dedicate alle attività cosiddette di back office.
Il sottosuolo ospita invece le mostre. Ad illuminare i piani sottostanti è una grande scala aperta verso il giardino. Nel primo piano interrato saranno ospitate le collezioni permanenti, organizzate in una sequenza di sale, alcune illuminate dalla luce zenitale. Nel secondo piano interrato un grande spazio interrotto solo dai collegamenti verticali custodirà, invece, le esposizioni temporanee.

Crediti
Luogo: Chur (Coira), Svizzera
Superficie: 3.156 metri quadri
Committente: Comune di Chur
Progetto: Primo premio ad un concorso internazionale di progettazione (2012)
Progettisti: Estudio Barozzi / Veiga - Alberto Veiga, Fabrizio Barozzi (Barcellona)
Immagini: © Estudio Barozzi / Veiga


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