Progettazione e Architettura

Nelle facoltà di ingegneria calano le iscrizioni: 3mila matricole in meno in un anno

Giuseppe Latour

Lo dice il monitoraggio pubblicato dal centro studi degli ingegneri. Ma la caduta è inferiore quella registrata dalle altre disciplibe tecniche

Iscrizioni all'università in calo. Dice questo la ricerca appena pubblicata dal Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri. La crisi dell'istruzione italiana travolge anche le facoltà scientifiche. Anche se qualche nota positiva c'è: le iscrizioni a ingegneria calano meno rispetto ad altre facoltà e, come conseguenza di questo trend, aumenta la percentuale dei neodiplomati che optano per un corso di laurea in discipline legate all'ingegneria.

Partiamo dai dati generali. Nell'anno accademico 2012-13 sono crollate vertiginosamente le immatricolazioni nelle università italiane (25mila in meno rispetto all'anno precedente) ed è aumentata sensibilmente la quota di diplomati delle scuole superiori che hanno deciso di non iscriversi ad un corso di laurea: tra i quattro e i cinque ogni dieci. Stavolta, rispetto al passato, a risentirne sono stati anche i corsi di laurea nelle discipline ingegneristiche, che hanno visto calare gli immatricolati di quasi 3mila unità.

Per la precisione, nell'anno accademico 2012-13 si sono iscritti ad un corso di laurea dell'area ingegneristica circa 46mila neodiplomati, contro i 48.650 dell'anno precedente, il 5,5% in meno. In compenso, continua ad aumentare la quota di diplomati che, all'atto dell'iscrizione all'università, opta per un corso nelle discipline ingegneristiche: il 18,1% contro il 17,4% rilevato nell'anno accademico precedente.

«La ricerca sulle immatricolazioni - spiega Luigi Ronsivalle, presidente del Centro studi del Cni - rispecchia abbastanza il quadro desolante offerto da quella sull'occupazione. Non ci si può stupire se molti giovani, di fronte all'incertezza sempre crescente di approdare ad un lavoro sicuro e ben remunerato desistano dall'affrontare studi severi con costi elevati che le famiglie fanno sempre più fatica a sostenere». Il crollo delle immatricolazioni, insomma, può essere motivato più che dalla perdita di valore del titolo di laurea, dalla pesante crisi economica che sta attanagliando il nostro paese.

«Tuttavia - aggiunge Ronsivalle - al dato negativo in senso assoluto, fa riscontro quello relativo riferito agli ingegneri, le cui iscrizioni calano meno delle altre. L'aspetto confortante è che molti giovani comprendono che le difficoltà si affrontano ricorrendo ad un impegno più elevato. In questo senso, è molto importante scegliere con molta attenzione il percorso di studi». Rispetto all'anno accademico precedente, tengono abbastanza i corsi di laurea dell'indirizzo industriale che accolgono circa 17mila immatricolati (pari al 37,2%), praticamente lo stesso numero dello scorso anno (+0,1%), e quelli del ramo informatico-elettronico-telecomunicazioni che raccolgono poco meno di 11mila immatricolati, pari al 23,6% del totale (il 2,4% rispetto all'anno accademico 2011/12). Dopo un decennio di progressiva crescita della componente femminile, infine, i dati evidenziano una drastica inversione di tendenza: il numero di donne neoiscritte ad un corso di laurea ingegneristico dal 37% si riduce al 34,3%.

Retrubuzione media in calo (articolo a questo link )


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